Addio all’Europa (e all’euro): ecco cosa attende la Grecia in otto punti

Cosa succede prima del default in Grecia? Le risposte le fornisce Ugo Bertone su Libero.
1) Il dato certo è che l’Eurogruppo ha deciso di non concedere alcuna proroga al piano di assistenza finanziaria che ha mantenuto in piedi la Grecia che scadrà alla mezzanotte di martedì 30 giugno. Alla stessa ora scadrà anche il termine per saldare il debito di Atene con il Fondo Monetario.

2)Le conseguenze? La prima emergenza riguarda le banche. In queste settimane gli istituti della Grecia hanno fatto fronte alla fuga dei capitali grazie ai fondi di emergenza erogati dalla BCE. È facile prevedere, anche se non ci sono ancora annunci ufficiali, che Mario Draghi chiuderà il rubinetto (più o meno 90 miliardi di soli prestiti di emergenza concessi in questi mesi). Di riflesso, sembra inevitabile il blocco della circolazione dei capitali.

3) Il peso della Grecia nell’economia europea è limitato, così come l’interscambio commerciale (50 miliardi, meno di Vicenza o Treviso). Ma l’impatto psicologico sulla solidità della moneta unica sarà comuque forte.

4) Le regole del Fondo Monetario prevedono un periodo di grazia di 30 giorni per il debitore inadempiente. Ma già tra 15 giorni il direttore generale Christine Lagarde dovrà comunicare l’insolvenza al comitato direttivo dell’istituto di Washington e partiranno i primi provvedimenti contro la Grecia.

5)Chi si muoverà per primo? Dif ficile prevederlo, anche perché nessuno ha idea di quel che accadrà al referendum. In realtà non si sa nemmeno bene su cosa i greci andranno a votare, visto che dalla trattativa non è emersa una proposta definitiva dell’Eurogruppo.

6) In sostanza, si apre per Atene un periodo comunque molto difficile. Il governo greco potrebbe utilizzare una sorta di pagherò per far fronte a stipendi e pensioni, assegni destinati a rapida svalutazione sull’euro. Quindi a far da anticamera, nel caso peggiore, al ritomo alla dracma. Una forte svalutazione potrebbe aiutare le imprese. Purché sopravvivano al caos, al salasso fiscale ed al rinvio alle “calende greche” dei pagamenti da parte dello Stato.

7) Ma chi farà fronte al debito di Atene? A questo punto, ammette il presidente dell’Eurogruppo, non resta che sperare nella volontà di Atene di ripagare, presto tardi, il debito.

8)Insomma, chi possiede azioni o Bot domani vivrà una giornata molto difficile, ma non catastrofica. Si dovrebbe rafforzare l’euro, come è avvenuto in queste settimane nelle fasi più acute della crisi. I tìtoli di Stato perderanno nuove posizioni, ma nessuno avrà il coraggio di sfidare più di tanto la BCE. Se Tsipras puntava all’abisso come arma di pressione, finora ha sbagliato i conti.