Gassmann tifa Boldrini: “Italiani egoisti coi migranti”. E fa lo spot al suo film

Alessandro Gassmann è diventato da qualche tempo un attore militante, particolarmente vicino alle posizioni di Laura Boldrini e di Sinistra e libertà. Lo fa sui social network, Twitter in particolare dove è seguitissimo. Mesi fa, in qualità di “ambasciatore di buona volontà” dell’Unhcr, è andato in Giordania, in Libano, in Turchia ad incontrare nei campi profughi i figli della diaspora siriana, scappati da un paese in guerra, un conflitto che ha già fatto 280 mila morti. Con l’occasione ha girato Thorn (“Strappati”) un cui primo trailer è stato presentato a Firenze nel Concertone del World Refugees Day. «I rifugiati sono argomento politico, strumentale e su cui spesso c’è cattiva informazione: solo il 2% è arrivato in Europa, il 98% è nei campi profughi. Bisogna essere accoglienti, dimostrare umanità, non certo essere spaventati da persone che hanno perso tutto casa e lavoro non per loro volontà». E l’Europa? «Sta mostrando un volto egoistico – dice copiando la Boldrini in una stucchevole demagogia che lo ha portato anche a una sfuriata in tv contro Giorgia Meloni – Ma non quella dei cittadini, penso agli aiuti dal basso, ai tanti volontari che si danno da fare in questi giorni a Milano, a Roma, a Lampedusa e negli altri approdi, una bellissima cittadinanza. Egoista è l’Europa dei politici spesso così lontani dalla vita reale e dalla sensibilità delle persone. I rifugiati sono ordinary people, gente come noi, chi agita spauracchi lo fa per scopi elettorali. In Libano ci sono 1 milione e 200 mila profughi su 5 milioni di abitanti, cosa dovrebbero dire?».

Gassmann e la “n” in più per distinguersi da papà Vittorio

Per Gassmann, che non esclude altre “missioni” e che ha prodotto oltre che diretto il film che potrebbe andare alla Mostra del Cinema di Venezia con il patrocinio dell’Unhcr, «bisogna informare, tenere accesi i riflettori, organizzare l’accoglienza, sensibilizzare l’opinione pubblica verso queste persone che hanno diritto alla vita dignitosa». L’attore, che ha compiuto 50 anni il 24 febbraio, spiega che il suo impegno «nasce da lontano, da una sensibilità che mi porto dietro da quando mio padre Vittorio (per un vezzo Alessandro si è aggiunto una n nel cognome, passando così dal Gassman paterno a Gassmann) che ha origini ebraico tedesche mi raccontava delle persecuzioni. Io sento come un dovere di mettere la mia faccia nota su cose così importanti. In Italia l’impegno degli artisti non è così diffuso come altrove, ma è arrivato il momento di dare una mano». Il prossimo passo sarà un seggio in Parlamento con Sinistra e libertà?