Gasparri: «Sì all’unità del centrodestra, ma prima pensiamo a Forza Italia»

Lavorare per «l’unità del centrodestra», sì, ma avendo presente che «non ci sono elezioni politiche domani mattina». Maurizio Gasparri interviene nel dibattito post elettorale, ma lo fa con un invito a mantenere «calma e sangue freddo». E, di fronte al tema del ricompattamento dell’area, avverte: «Intanto partiamo rilanciando l’iniziativa di Forza Italia».

«Niente sconti a Renzi»

Il senatore azzurro, dunque, parla principalmente al suo partito, chiedendo una linea che non faccia sconti al governo, a partire dalle battaglie parlamentari. «Niente regali al parolaio Renzi, che sbatte il grugno sulle difficoltà interne e internazionali. La sinistra Pd lo incalza, l’Europa lo tratta da valletto escludendolo dai tavoli che contano e non muovendo un dito su Libia e clandestini. Su fisco, scuola, pensioni, immigrazione – dice il vice presidente del Senato – dobbiamo rendergli la vita impossibile». «Sulle riforme niente sconti a Renzi. Vuole parlare? Butti nel cestino la legge elettorale. Perfino Quagliariello – ricorda Gasparri – si è accorto che fa schifo».

Gasparri: «Ecco come va letto il voto»

Ma, all’indomani del voto, lo sguardo è rivolto anche al territorio. È lì, per Gasparri, che Forza Italia deve rivolgere le sue attenzioni, valorizzando «chi ci ha messo la faccia e ha preso i voti anche in situazioni difficili come Liguria, Veneto, Puglia». «La lettura del voto, anche interna, è facile», dice l’esponente azzurro, indicando una strada da seguire: «Chi fa solo chiacchiere a casa, chi sta sul territorio sia ascoltato, chi ha perso fermo un giro a riflettere».