E la foiba diventa una discarica abusiva: il caso di Monrupino, Trieste

“La foiba di Monrupino a nord di Trieste è profonda 126 metri, è un cimitero che raccoglie centinaia di morti ammazzati e dal 1980 è un monumento nazionale. Nella foiba Abisso Fiutone, oltre agli infoibati, sono stati trovati motorini, lavatrici e ben 30 metri cubi di materiali: da oggi è un monumento alla vergogna di questo paese. E una delle 385 grotte che per la loro conformazione possiamo definire una discarica abusiva formato arcipelago”, si legge sul “Fatto Quotidiano”.

In Italia ci sono 385 grotte diventate discariche abusive

Da ieri è oggetto di lavoro della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, dopo che il suo vicepresidente Stefano Vignaroli (M5S) s’è recato sul posto e ha stilato una relazione presentata ieri in Parlamento. Il dubbio, in base ai dati raccolti dagli speleologi, è che nelle grotte possano esservi sepolte anche “esplosivi e gas velenosi”. Del resto, a partire dal 1994, le Associazioni speleologiche della provincia di Trieste, bonificando gratuitamente decine di siti carsici, hanno già recuperato 300 metri cubi di materiali, inclusirestiumani,e censito quintali di idroc arburi, acque reflue provenienti dal depuratore del piazzale degli autotreni di Trieste, oli esausti, materiali ferrosi.

La Regione guidata dalla Serracchiani sottovaluta il problema

A parte l’interessamento di un consigliere del Comune di Trieste, Roberto De Gioia, che ha stanziato 30 mila euro per quantificare l’inquinamento in 50 grotte, il presidente della federazione speleologica del Friuli Venezia Giulia, Furio Premiani, denuncia che la Regione “non ha mai risposto alle nostre sollecitazioni scritte”.

Rifiuti nella foiba: la terra dei fuochi è a Trieste

Eppure il resoconto è davvero allarmante: “Le grotte censite dal Catasto Regionale delle Grotte della Venezia Giulia sono 3179 scrivono gli speleologi – e di queste tré sono pesantemente inquinate da morchie oleose-idrocarburi, 2 sono interessate da un possibile inquinamento pesante da verificare, 10 sono state adoperate per smaltire-disperdere acque reflue da depuratori, 100 sono interessate dalla presenza di rifiuti di vario genere che devono essere caratterizzati e 270 sono state ostruite e distrutte dalle infrastnitture, dallo scarico indiscriminato di immondizie o dall’edilizia privata e non sono addirittura più rintracciabili.