Eutanasia: la “gauche” si mobilita per staccare la spina a Vincent (video)

Dopo la sentenza di Strasburgo e le polemiche per il video diffuso su Youtube, la moglie e parte della famiglia chiedono l’applicazione “immediata” dello stop ai trattamenti per Vincent Lambert. In un intervento pubblicato su Libération, il giornale di riferimento della sinistra francese, i firmatari, tra cui Rachel Lambert, sottolineano che questa forma di eutanasia, in questo caso lo stop dell’alimentazione e dell’idratazione è «conforme» a ciò che Vincent ha auspicato prima del grave incidente in moto che lo inchioda da sette anni in un letto d’ospedale, tetraplegico e in stato vegetativo. «Chiediamo alle autorità pubbliche di ingiungere all’ospedale (di Reims.ndr.) di rispettare ed attuare le decisioni del consiglio di stato e della corte europea dei diritti umani senza ritardi (…) Vincent ha troppo atteso, è tempo che la sua volontà venga rispettata». Ormai da tre anni, la drammatica vicenda lacera la famiglia Lambert. Da una parte, i genitori cattolici che si oppongono allo stop all’alimentazione artificiale, dall’altra la moglie Rachel, sostenuta da sei fratelli e sorelle di Vincent, favorevoli a lasciarlo andare via.

Eutanasia: Vincent nel video guarda il fratello. Solo riflessi?

Nel video, diffuso su Youtube e sul sito del settimanale Famille Chrétienne, il fratello David Lambert parla rivolgendosi a Vincent: quest’ultimo sembra guardarlo fisso negli occhi, a tratti sbatte le palpebre, come se lo stesse davvero ascoltando. «Tra i due c’è una grande interazione, uno sguardo intenso accompagnato da mimiche facciali», sottolinea in voce off l’amico Emmanuel, prima di lanciare un ammonimento contro le decisioni dei tribunali che «non conoscono lo stato di Vincent». E ancora: «Non è in fine vita, ma solo un grave disabile». «L’obiettivo del filmato è solo mostrare Vincent così com’è», replica invece l’avvocato dei genitori, Jean Paillot, secondo cui «non c’è alcun motivo perché smetta di vivere». «È evidente che ci sono delle relazioni tra il malato e i suoi cari che ancora esistono. Dire che sono riflessi è una bugia». ha concluso Paillot, che difende cosi’ il mantenimento dei trattamenti artificiali che mantengono in vita il tetraplegico in stato vegetativo da sette anni. Di diverso avviso parte della comunità scientifica che definisce i movimenti del paziente solo riflessi inconsci. «È in coma irreversibile, no a manipolazioni politico-religiose», hanno tuonato alcuni medici francesi.