Europa sempre più inutile: rinviata la riallocazione degli immigrati

L’Unione Europea ormai si dimostra giorno dopo giorno sempre più un Entile inutile. E adesso “si arroga il diritto e il lusso di non prendere alcuna decisione sugli immigrati. Tirando fuori un bell’alibi: non si è trovata l’intesa. E già. L’Ue alza le mani. E sibila: nessuna decisione formale alla riunione Affari interni in programma il prossimo 16 giugno a Lussemburgo. I nodi principali restano guarda caso – proprio i criteri individuati per la chiave diripartizione e l’obbligatorietà proposta dall’esecutivo comunitario per il ricollocamento intra-Ue di 40mila richiedenti protezione internazionale in due anni: 24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia”, si legge su “Il Mattino” di Napoli.

Niente di fatto: da Bruxelles ennesimo rinvio sugli immigrati

Le fratture tra gruppi di stati membri sono troppo nette. Per questo è inevitabile che la chiusura del dossier, dopo uno screening dei leader al vertice del 25 e 26 giugno, slitti sotto la presidenza del semestre del Lussemburgo, al via dal primo luglio. Ma non si esclude che si arrivi persino a ottobre. Sì insomma, l’Italia si arrangi. Come del resto ha sempre fatto.

L’Europa decide di rinviare la decisione a fine anno

Intanto Maroni non molla. Il presidente della Lombardia scrive ai prefetti per chiedere di «sospendere le assegnazioni nei Comuni» fino a quando ci sarà una ripartizione più equa in tutte le Regioni. E alza il tiro: invece di ridurre i trasferimenti a chi accoglie i migranti – dice – darò incentivi a chi li rifiuta. Faccio come Renzi – ha detto commentando la controproposta del presidente del Consiglio di premiare chi ospiterà i migranti così vediamo se qualcuno ha qualcosa da dire». E ancora. «Se il governo invece di attaccare, polemizzare e dire che è tutta colpa mia, mi chiamasse e mi dicesse visto che tu il problema l’hai risolto, vediamoci, io sarei disponibile a collabora re» ha detto ancora il presidente della Lombardia. «Se il governo mi dice parliamone, io – ha detto – le soluzioni le ho: la prima cosa è fare i campi profughi in Libia».