Emergenza Giubileo e il Pd pensa al voto nel 2016: ciao ciao Marino

Sul Giubileo si gioca tanto dell’immagine dell’Italia e di Roma. Lo sa benissimo il premier Renzi, che su Mafia Capitale e gli scandali romani ha già perso molti consensi. E così – si legge su “Il Giornale” – prende quota l’ipotesi di voto anticipato al 2016 con il prematuro addio di Marino. Non «commissariamento» ma «coordinamento», o anche «cabina di regia». Il Partito democratico cammina sul filo dell’equilibrismo nominalistico per evitare di dare l’impressione di delegittimare il sindaco di Roma Ignazio Marino, e al tempo stesso per costruire una gabbia protettiva attorno al prossimo evento che investirà – o funesterà, a seconda dei punti di vista – la Capitale.

Prende quota l’ipotesi di voto anticipato al 2016 con il prematuro addio di Marino

Il sindaco Marino ha fatto fuoco e fiamme contro l’ipotesi di «commissariamento», e ha dalla sua un’arma potente: la minaccia di dimettersi, e eventualmente di ricandidarsi in proprio, anche contro il Pd, se il partito pretendesse di dettargli le condizioni. Trascinando la Capitale al voto nel momento peggiore per il premier.

Marino minaccia di ricandidarsi in proprio, anche contro il Pd

«Alla fine una decisione netta si imporrà, se si vuole salvare il govemo», ice un esponente vicino al premier. Insomma, uno scioglimento pilotato dell’attuale giunta, con nomina di un commissario che per un anno gestisca l’emergenza, portando il Comune al voto nel 2016. L’ipotesi non è più negata ad ogni costo nel Pd e nel governo. Martedì il prefetto Gabrielli riceverà la mastodontica relazione degli ispettori incaricati di stilare un rapporto a partire dalle carte di «Mafia Capitale». Poi il prefetto avrà 45 giorni di tempo perpresentarele sue conclusioni al governo, che in base a quello deciderà. «Tornare a elezioni non basterebbe a fare davvero pulizia», ha detto Gabrielli, e il Pd spera che questa sia la linea che verrà confermata. Altrimenti, ammette un dirigente, «rischiamo un disastro di portata nazionale».