Dopo De Luca, ecco Crocetta: la sinistra tifa per i condoni “elettorali”

«Abusivi! In cabina elettorale ricordatevi di noi!» Un appello così spudorato no, non si son sognati di farlo. Ci mancherebbe. Ma il messaggio della giunta Crocetta col ripescaggio della sanatoria berlusconiana del 2003, quella che l’allora segretario Pietro Fassino bollò come «il peggior condono mai visto a fini elettoralistici», è chiarissimo. Tanto più che è stato lanciato poche ore prima dei ballottaggi per le Comunali siciliane.

Crocetta lancia il condono a ridosso dei ballottaggi

Crocetta dice che «in fondo si tratta d’un passaggio tecnico perché come spiega la circolare la scelta «è legata alla necessità di non soccombere davanti ai contenziosi». Vari abusivi che avevano costruito in aree soggette a vincolo «non assoluto» di inedificabilità, come quelle a rischio idrogeologico o sottoposte a tutela pae saggistica, avevano infatti già vinto ricorsi al Consiglio di Giustizia Amministrativa, che nell’isola ha il ruolo del Consiglio di Stato”, si legge su “Il Corriere della Sera”. Col risultato che ora, come ieri denunciavano in coro gli ambientalisti, da Legambiente alla Federazione dei verdi, da Italia Nostra ai grillini, i comuni sarebbero costretti a riesaminare trentamila domande. Una follia.

La Sicilia è la regione regina dell’abusivismo edilizio

Cosa sia la Gela di Crocetta lo spiega Giorgio Galli nel libro «Petrolio e Complotto italiano» scritto due anni dopo il condono berlusconiano: «è stata a lungo il regno della mafia» ed è «la capitale italiana del mattone selvaggio: su 77 mila abitanti, 17 mila sono le richieste di sanatoria e l’8o% della periferia è fuori legge». Di più: il recupero da parte del centrosinistra isolano della vecchia sanatoria berlusconiana arriva a ridosso (coincidenza bis…) della sfida del procuratore Ignazio Ponzo agli amministratori agrigentini («mandate le ruspe o procedo per omissione di atti d’ufficio») che da decenni non eseguono gli abbattimenti decisi da sentenze definitive di circa 600 edifici abusivi nell’area di tutela accanto alla Valle dei Templi.

Con i condoni lo Stato ci perde e tanti immobili son “seconde case”

Al di là del fatto che l’erario non ha mai incassato «quanto dovuto a titolo di risarcimento», perché come ha dimostrato lo studioso Paolo Berdini sommando tutti i condoni edilizi «per incassare in totale poco più di 15 miliardi di euro d’oggi, lo Stato ha dovuto spenderne poi in oneri d’urbanizzazione 45», cioè il triplo, vale la pena di ricordare quale è la situazione isolana. Spiega un dossier Legambiente che la Sicilia, con 63.089 case abusive costruite dal 1994 al 2003, cioè tra il primo e il secondo condono berlusconiano, copre da sola un sesto dell’intero panorama (362.676) dell’edilizia illegale italiana esplosa in quel decennio. Spiega ancora che un’abitazione su tré «non è occupata e quindi rientra tra le cosiddette “seconde case”» che si potrebbero abbattere senza lacrime di senzatetto. Eppure sapete quante ne hanno abbattute, negli anni? Lo 0,3% di quelle colpite dall’ordine di demolizione.