Ecco le dieci città finaliste per il titolo di capitale italiana della cultura

Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Sono le dieci città finaliste per il titolo di capitale italiana della cultura per il 2016 e 2017 scelte dalla giuria presieduta da Marco Cammelli tra 24 candidate. I comuni finalisti, rende noto il Mibact, dovranno presentare i dossier entro il 15/9. Per il 2015 i le città “capitali” sono Lecce, Cagliari, Perugia, Ravenna e Siena: le cinque uscite sconfitte lo scorso autunno dalla competizione per diventare Capitale europea della cultura 2019, titolo che è andato a Matera.

Dal prossimo anno solo una sarà la capitale italiana della cultura

Dal 2016 la città capitale della cultura italiana sarà una soltanto, scelta da una commissione di sette esperti nominata dal ministero della Cultura in base ai progetti presentati. La commissione deciderà a chi assegnare il milione di euro che costituisce il tesoretto che i Comuni dovranno utilizzare per finanziare progetti culturali. “Le eccezionali energie mobilitate dalle città fino alla scelta di Matera 2019 – aveva spiegato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini – hanno fatto capire quanto le comunità credano nella cultura come elemento determinate per lo sviluppo sociale, economico e civile del territorio. Mi auguro che molti Sindaci, con l’aiuto dell’Anci, raccolgano con entusiasmo questa sfida, destinata a stimolare una competizione virtuosa capace al contempo di creare opportunità e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale delle comunità”.

L’investimento sul fattore cultura e le ricadute economiche

Sulla sfida della capitale della cultura italiana avevano puntato appunto 24 comuni: un’iniziativa che favorisce l’investimento sulle attività culturali come fattore di crescita, non solo turistica. La selezione di una sola città per il titolo comporterà dal prossimo anno ricadute che vanno al di là del milione di euro assegnato, comportando per la città prescelta una notorietà a livello mondiale e un coinvolgimento di tutta la cittadinanza nei progetti di valorizzazione.