«Lo spazio per una nuova destra c’è». Marcello Veneziani ne è sicuro

«La destra non deve ridursi a ricomporre le frattaglie della destra passata, ne può essere racchiuso in un solo filone della destra presente, cioè in quello berlusconiano o salviniano. Ma gli spazi ci sono eccome: esiste una fascia dell’opinione pubblica che non può essere trascurata.

La destra deve essere l’area politica dove si parte dai contenuti e si arriva al leader

Come si può far sì che il progetto non sia limitato? «Innanzitutto – risponde Marcello Veneziani a “Il Tempo” – occorre pensare in grande, cioè andare oltre l’esito elettorale immediato. E poi occorre porsi come una forza politica che, a differenza di quelle che sono in campo, non si esaurisca solo nella verve del leader. Noi abbiamo quattro leader dominanti, Grillo, Salvini, Renzi e Berlusconi, che però non sono affiancati da un solido contenuto politico. Ecco, la destra dovrebbe invertire il procedimento. Partendo da un progetto politico di caratura “statale-nazionale”, cioè basato sull’idea di sovranità dello Stato e di identità nazionale. Da li, imbastire un percorso reale di rilancio del Paese».

AN appartiene ormai alla storia e i suoi esponenti hanno esaurito il loro compito

«L’esperienza di An è ormai liquidata e i suoi più significativi esponenti hanno esaurito in essa il loro compito. Perciò la strada di una rifondazione della destra va tentata al di là di quei protagonisti che l’hanno caratterizzata in passato. Non credo si possa ripartire da dove si era interrotto il discorso. Al contrario, è necessario compierne uno nuovo».

Per Marcello Veneziani è indispensabile ripartire dal ricambio generazionale: “facce nuove”

«Si, tutto ciò implica necessariamente una generazione nuova, che non abbia avuto responsabilità di governo e di amministrazione. Però credo sia inevitabile, e in un certo senso anche auspicabile, che accanto a questa generazione ci possa essere anche una parte di quanti hanno vissuto altre fasi politichei».