«De Luca va sospeso ad horas». Forza Italia pronta a denunciare il premier

Si appoggia all’ultimo editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica, il capogruppo forzista a Montecitorio Renato Brunetta per ricordare a Matteo Renzi che sulla vicenda della sospensione ex-lege Severino del neogovernatore campano Vincenzo D Luca rischia di buscarsi una denuncia per abuso d’ufficio. Un richiamo quanto mai fondato visto che cade a poche ore dalla proclamazione da parte della Corte d’Appello di Napoli del risultato elettorale. Brunetta la pensa tale e quale a Scalfari che nel consueto “fondo” domenicale ha per primo adombrato il rischio di reato di abuso d’ufficio per Renzi nel caso di non sospensione immediata. Apposta il capogruppo forzista lo ha letto in conferenza stampa.

Per la “Severino” De Luca non è eleggibile e va sospeso subito

I berlusconiani hanno presentato un’istanza per l’immediato accertamento della sospensione. In concreto, gli “azzurri” sono preoccupati che la presidenza del Consiglio faccia melina sull’iter procedurale per permettere a De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, di nominare il vice prima che intervengano gli effetti della “Severino“, che in realtà dovrebbero essere automatici una volta avvenuta la proclamazione. «Se qualcuno – ha infatti dichiarato Brunetta ai giornalisti -, e mi riferisco al presidente del Consiglio, dovesse ritardare la sospensione commetterebbe il reato di abuso di ufficio».

Brunetta: «Renzi game over»

Per il capogruppo di Forza Italia la strada è tracciata e al premier non occorrono ulteriori elementi per decidere sul caso De Luca: «Emetta un decreto ad horas di sospensione per 18 mesi». In caso contrario, scatterà la denuncia. Insomma, «Renzi game over». Gli fa eco il collega di partito, il campano Paolo Russo: «La colpa di tutto questo non è di De Luca, sia chiaro, ma è del Pd e di Renzi. Se siamo qui lo dobbiamo alla scellerata azione del Pd e di Renzi. Non ci fermeremo alla denuncia mediatica». Sul caso De Luca è intervenuto anche il presidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, Francesco Paolo Sisto, per il quale  la legge parla chiaro «e non c’è alcun dubbio in merito alla sospensione immediata».