D’Alema polemico: quanti elettori di sinistra persi per colpa di Renzi!

E non poteva mancare l’affondo di Massimo D’Alema in questi giorni in cui la leadership renziana è più che mai appannata, anche se – come sempre – D’Alema affidando a un’intervista al Corriere le sue riflessioni sostiene di volerlo fare senza alcuna vis polemica. Sulla gestione dell’immigrazione, annota, c’è un vuoto di classe dirigente, che è un vuoto europeo ma anche italiano e la sinistra non potrà certo uscire dall’impasse “accodandosi ai populismo. In gioco ci sono i valori di accoglienza e solidarietà”. Renzi non cambierà in meglio, e l’unica strada che dovrebbe perseguire è quella del dialogo interno.

Le primarie non c’entrano, il nostro elettorato ci ha abbandonato

Per D’Alema è stata difettosa anche la lettura degli ultimi test elettorali: “Quello che è avvenuto è più che un campanello d’allarme. Ho letto dichiarazioni che attribuiscono responsabilità alle primarie, ai candidati. Ma come? Una volta le primarie facevano vincere e ora fanno perdere? Tutto questo non c’entra nulla”. Cos’è accaduto allora? “Quando c’è una tendenza che si manifesta in tutto il Paese – prosegue – e con tutti i candidati, salvo eccezioni, si è di fronte ad un fatto politico. Non ci vuole un grande analista per capirlo: una parte grande del nostro elettorato ci ha abbandonato e il crollo della partecipazione al voto è stato particolarmente forte nelle Regioni rosse”.

D’Alema: se facciamo le riforme di destra, il nostro popolo ci lascia

Sul Pd D’Alema aggiunge: “Il fatto più grave? Tanti militanti e dirigenti hanno abbandonato il partito negli ultimi mesi e anziché capire che questo era il segno di un distacco progressivo di una parte importante dell’insediamento storico della sinistra, si è reagito con un atteggiamento sprezzante che ha finito per radicalizzare un sentimento negativo verso il Pd”. “Il Renzi 1 – osserva ancora D’Alema – è quello che ha portato il Pd unito alle Europee” poi però “si è illuso di avere oramai vinto e di poter fare da solo, ma ha finito per deludere molte delle speranze che aveva suscitato”. “Va ricostruito il centrosinistra”, sottolinea l’ex premier, secondo il quale “se la sinistra fa le riforme della destra il nostro popolo ci lascia”. L’intervista si chiude sulla vicenda del sindaco di Roma, Ignazio Marino. D’Alema non condivide la posizione liquidatoria di Renzi: “Marino – osserva – è in una tempesta, indebolirlo e lasciarlo a se stesso non va”.