Dal Pd a Buzzi, così Pierpaolo Pedetti s’è svenduto gli immobili dei romani

Gli M5S del Campidoglio l’avevano soprannominato “l’emendamento della vergogna“. Quella variante – che disponeva l’assurda svendita del patrimonio immobiliare di proprietà del Comune di Roma (e, quindi, dei romani), centinaia di appartamenti, palazzi, negozi e locali di vario genere a onlus vicine al centrosinistra alle quali concedeva anche la prelazione sull’acquisto e uno sconto clamoroso del 40 per cento – portava la firma del rampante esponente del Pd laziale Pierpaolo Pedetti testardamente voluto dai Dem romani sulla poltrona di presidente della Commissione Patrimonio e Politiche Abitative del Campidoglio.
Uno snodo fondamentale e strategico, quella poltrona, per gestire in tutta tranquillità gli affari sugli immigrati. Da quella Commissione passava infatti di tutto. Soprattutto i business che aveva messo in piedi Buzzi per gestire l’emergenza immigrati.
Non è un caso che il vergognoso emendamento partorito da Pedetti prevedesse che «vi sia diritto di prelazione anche per i non aventi titolo che in qualsiasi modo siano entrati in possesso dell’immobile». Un vestito cucito su misura intorno alle necessità di Salvatore Buzzi e della sua cooperativa 29 giugno che, proprio grazie agli aiuti di un altro personaggio inserito al Campidoglio, aveva occupato un immobile sapendo che gli sarebbe poi stato regalato o quasi.

Così Pedetti svende a Buzzi gli immobili del Campidoglio

Si parla dell’edificio di via del Frantoio, alla periferia Est di Roma, da utilizzare come centro di accoglienza per i minorenni extracomunitari, una delle maggiori fonti di reddito di Buzzi e soci.
Per Buzzi e la sua cricca, Pedetti si muove su due direttrici: da un lato si sbraccia e fa attività di lobbyng per creare consenso su Buzzi e sulle sue attività tanto in Consiglio Comunale quanto in Giunta dove si adopera attivamente anche per far passare le delibere a suo favore – e qui davvero non si capisce come Ignazio Marino e il Pd possano chiamarsi fuori dicendo che non si sono accorti di nulla – dall’altro informando via via Buzzi di ciò che stava accadendo in Campidoglio, dei nomi dei suoi concorrenti, della situazione.
L’iperattivismo di Pedetti a favore di Buzzi si sostanzia, fra l’altro, nel far acquistare a Buzzi immobili del Comune di Roma a prezzi esageratamente bassi, talmente bassi che non sono gli fa ottenere uno sconto del 40 per cento ma, poi, su quello sconto, invece di pagare i 3 milioni di euro pattuiti, Buzzi paga solo prima 120.000 euro come acconto e, poi, 900.000 euro a saldo: dunque appena un terzo del prezzo pattuito e dopo aver già ottenuto uno sconto del 40 per cento sul valore dei 14 appartamenti del Comune di Roma. Che per questo supersconto dovrà ora rifarsi sui romani: tasse o multe.
Ma non è tutto: Pedetti si dà da fare anche per far ottenere alla Eriches, Consorzio di Cooperative Sociali partecipata dalla Cooperativa 29 giugno, il rinnovo a prezzi esagerati della concessione per il servizio di emergenza abitativa.
Tutto questo attivismo ha un perché: Pedetti, che si intrattiene spesso e volentieri al telefono con il suo complice, sta cercando di ottenere in cambio che Buzzi acquisti un immobile intestato alla Segni di Qualità srl, società di consulenza di cui Pedetti è legale rappresentante e Andrea Carlini, funzionario del Comune ed ex-consigliere di amministrazione di Atac, è amministratore.

Pedetti, il radical chic reatino che ha scalato il Pd romano

Ma chi è Pierpaolo Pedetti, questo personaggio che ora tutto il Pd e Marino per primo fanno quasi finta di non conoscere e al quale voltano le spalle cercando di separarne i destini dal Pd romano?
Aria da radical chic – si fa ritrarre con il golfino smanicato fumo di Londra, la camicia a bacchette blu e gli occhialini neri da creativo – Pierpaolo Pedetti, reatino di Torricella in Sabina – il sindaco del paese, il penalista Alessandro Iannelli ne ha assunto subito la difesa di fronte alle pesanti contestazioni della Procura romana – nasce politicamente nelle associazioni della Sinistra giovanile per poi fondare il Sindacato studentesco Universitario, Udu. Una stella al merito che gli vale tutta una serie di cariche all’interno del Pd, ben inserito nei gangli di potere del partito.
Il Partito Democratico di Roma fa di tutto per collocare Pedetti sulla poltrona di presidente  dell’associazione che si occupa di scrivere il programma e lo inserisce anche nella Segreteria Regionale del PD del Lazio.
Nel 2013 poi arriva, a suggello del grande rapporto di fiducia che c’è fra i maggiorenti del Pd romano e Pedetti, la candidatura in Campidoglio dove viene eletto Consigliere comunale Pd e dal quale viene quindi nominato presidente della VII Commissione patrimonio e Politiche Abitative del Comune di Roma.

Costruttori e immobiliaristi finanziano la campagna elettorale di Pedetti

Amministratore della società Notre Dame, che si occupa ufficialmente di organizzazione di eventi e manifestazioni culturali e sulla quale ora gli investigatori stanno facendo una serie di approfondimenti per accertare se sia servita per veicolare tangenti o per fare false fatturazioni, Pedetti sostiene sul suo curriculum pubblicato sul sito del Comune di Roma di essere anche amministratore della società Segni di Qualità che si occuperebbe di progettazione architettonica, riqualificazione urbanistica ma anche di Consulenza di direzione di organizzazione aziendale e di attività di mediazione immobiliare. Un fritto misto di competenze che è presto spiegato: quando bussi alle porte che contano per pretendere lavoretti in giro è difficile che ti sia rifiutato se, sulla carta, almeno, sai fare tutto o quasi.
La Segni di Qualità srl che ha sede nel quartiere San Giovanni, in via Volterra 24 dove ha sede anche l’Associazione Democratici e Riformisti di Pedetti, (il cui sito Internet langue mestamente fra offerte di tette e culi) la ritroveremo poi fra le ventuno aziende – nella quasi totalità costruttori e società immobiliari – che hanno finanziato la campagna elettorale di Pedetti: 4.000 euro nel caso della Segni di Qualità. Alla faccia del conflitto di interessi il Pd romano avrà poi il buongusto, una volta che Pedetti è stato eletto, di piazzarlo sulla poltrona di presidente della Commissione patrimonio e politiche abitative. Per uno i cui finanziatori sono costruttori e immobiliaristi il posto è una specie di Disneyland. E ora per il Pd diventa difficile e imbarazzante scindere i propri destini da quelli di questo personaggio che è culo e camicia con i palazzinari.
La sua scalata all’interno del Pd è irrefrenabile e la dettaglia con grande orgoglio lui stesso: «Nel 1994 sono stato eletto segretario della sezione degli studenti universitari del Pds. Sempre nel 1994 sono stato tra i fondatori del sindacato studentesco universitario “Udu”. Nel 1998 sono entrato a far parte della direzione romana dei Ds ricoprendo l’incarico di responsabile dell’ambiente e della trasformazione urbana della città. Nel 2000 ho ricoperto la carica di Presidente del coordinamento per l’acquisizione dei parchi e delle riserve naturali di Roma, durante la stesura del Piano delle Certezze. Sempre nel 2000 sono stato nominato vicepresidente dell’associazione “Le città di Roma”, che coordinava a livello cittadino i comitati di quartiere per la modernizzazione del territorio e la riqualificazione ambientale. Dal 2011 sono Presidente dell’associazione Democratici e Riformisti, associazione che si occupa della costruzione del programma del Partito Democratico di Roma e dal 2012 sono membro della direzione regionale del Partito Democratico».

Pedetti già indagato per corruzione otto mesi fa a Roma

Va detto che Pedetti non è un nome proprio sconosciuto alle cronache giudiziarie. L’esponente Dem è già finito sotto l’occhio dei magistrati e della Finanza. Ed è scivolato, guarda caso, proprio su una faccenda che riguarda i rapporti con i costruttori.
Nell’ottobre del 2014, infatti, Pedetti viene indagato per corruzione e i suoi uffici comunali di Largo Loria 3 perquisiti dalla Tributaria per una bruttissima storia che schizza parecchio  fango sul Pd romano.
La magistratura romana ipotizza che dietro a una fiduciaria, la Fedra Fiduciaria SpA, si nascondono, in realtà, tutta una serie di società, come la Augusta Parcheggi o la Parking Radio, utilizzate per “coprire” gli affari della Cam che sta rastrellando concessioni per le aree dei parcheggi in tutta Roma. L’obiettivo, secondo gli investigatori, è di impedire ad altri di entrare nel business. Ma soprattutto la Cam del costruttore Angelo Marinelli stringe accordi vantaggiosissimi – troppo vantaggiosi per il costruttore – con il Comune di Roma e a scapito di quest’ultimo per lo scambio di immobili in periferia. E di chi è la firma che autorizza questo accordo a tutto svantaggio del Comune di Roma e dei romani? Guarda caso è del Pd Pierpaolo Pedetti.
La figura di Pedetti la inquadra bene la moglie di Buzzi, Alessandra Garrone. Che, nel corso di una telefonata intercettata dai Ros, distilla tutta la sua rabbia verso l’ex-compagno ora diventato tangentaro: «Però lo sai qual è la cosa che mi dà fastidio?…che questo quando stava in Sinistra giovanile con me faceva tanto quello di grandi valori, poi oggi lui piglia i soldi…fa’ ste cose…ma vaffanculo…». Altroché Berlinguer.