Così la mafia si è infiltrata negli appalti per la gestione delle scorie radioattive

Si era aggiudicato appalti per 120 milioni di euro da Aeroporti di Roma, Anas Sicilia e decine di enti locali, perfino dalla Sogin su incarico della quale si era occupata inizialmente della realizzazione del deposito provvisorio per le scorie radioattive della centrale di Borgo Sabotino – Latina, riuscendo a dribblare i severissimi controlli antimafia previsti in questi casi. A Pietro Mollica, imprenditore siciliano arresto a marzo scorso, attivo nel settore delle opere pubbliche, legato a varie cosche e dominus del Consorzio Aedars, i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno sequestrato beni mobili e immobili, partecipazioni e numerose società per circa 135 milioni di euro contestandogli accuse pesantissime per reati fallimentari e trasferimento fraudolento di valori.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Roma-Sezione Misure di Prevenzione ed eseguito dal Gico, il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria, al termine di complesse indagini avviate nel 2014 su delega della Procura di Roma. Hanno confermato l’esistenza di una struttura criminale gerarchicamente organizzata e capeggiata da Mollica, il quale, con il paravento di numerose società formalmente amministrate da prestanome è riuscito nell’ultimo ventennio ad assicurarsi un elevato numero di commesse pubbliche in tutta Italia.
Le Fiamme Gialle hanno compiuto accertamenti patrimoniali su 15 persone che lavoravano in prevalenza nel settore edile.
Sono stati sequestrati il patrimonio aziendale e i beni di 10 società, con sedi a Roma e Venezia; quote di 3 società, con sedi legali ad Anzio (Roma), Mesagne (Brindisi) e nel Regno Unito; 40 unità immobiliari situate a Roma e in provincia di Messina e di Varese; 11 auto e motoveicoli; rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni per un valore di circa 135 milioni.
La cattiva gestione ha tra l’altro secondo la Finanza condotto al crack del Consorzio romano Aedars Scarl, dichiarato fallito a maggio scorso; nel decennio 2003-2013 si era aggiudicato una serie di importanti appalti pubblici, su scala nazionale, tra cui spiccano le commesse, allo stato in fase di esecuzione, indette dall’Ufficio del Commissario Straordinario Delegato per il rischio idrogeologico nella Regione Calabria, dall’Adr-Aeroporti di Roma, dall’Anas spa-Sicilia, dalla Regione Sardegna, dalla Provincia di Reggio Calabria, dalla Provincia di Siracusa, dai Comuni di Sessa Aurunca (Caserta), Rosarno (Reggio Calabria) e Ciampino (Roma), con un valore attuale degli appalti già vinti pari a complessivi euro 118.339.716,00.
In tale ambito lo scorso 10 marzo lo stesso Mollica è stato sottoposto a due distinte misure cautelari e portato in carcere a Regina Coeli, a Roma.
Particolare rilevanza è stata attribuita agli stretti rapporti personali e d’affari intercorsi, nel tempo, tra l’imprenditore e alcuni soggetti legati a diverse consorterie malavitose, anche di matrice mafiosa, tra i quali, in particolare, spiccano gli imprenditori Francesco Scirocco, interno al clan messinese di Cosa Nostra dei Barcellonesi, tra i soci fondatori dello stesso Consorzio Aedars; Vincenzo D’Oriano, pregiudicato mafioso e presunto affiliato al clan camorristico dei Cesarano, amministratore di fatto di una delle consorziate dell’ente.

 

Così la mafia si è infiltrata negli appalti pubblici: azzerate gare per 120 milioni