Cortei a Roma, arriva l’altolà del prefetto: «Solo i più importanti»

Cortei, speriamo che i cittadini romani potranno da ora stare un po’ più tranquilli. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza di Roma ha infatti dato l’ok a una direttiva con cui il prefetto fissa dei criteri per le manifestazioni. Potranno essere svolte in “forma di corteo” le manifestazioni “di rilievo nazionale” o a cui si prevede una partecipazione “particolarmente rilevante”. Insomma, se non è il caso, niente cortei ma solo manifestazioni  “in forma statica” come “presidi” e “sit-in”.

Il Comitato, presieduto dal prefetto Franco Gabrielli, ha espresso “un parere favorevole all’emanazione di una direttiva con la quale il prefetto, nel ribadire la vigenza del protocollo stipulato nel 2009 con alcuni partiti ed organizzazioni sindacali, fissa alcuni criteri di massima circa le modalità di svolgimento delle pubbliche riunioni”.

“In sintesi – sottolinea la prefettura di Roma – la direttiva prevede la possibilità di svolgere in forma di corteo le manifestazioni di rilievo nazionale o per le quali si preveda la partecipazione di un numero particolarmente rilevante di persone”. “Negli altri casi, le riunioni pubbliche potranno avvenire in forma statica (presidi, sit-in) in alcune piazze del centro storico della Capitale – conclude la prefettura – che per la loro dislocazione e la loro vicinanza a sedi istituzionali garantiscono comunque agli interessati di manifestare con la massima evidenza”. La manifestazione organizzata delle idee, delle opinioni e degli interessi  è certo un diritto costituzionale, ma non si può far pagare alla cittadinanaza della capitale il fatto di essere il centro politico del Paese e di abitare in una città che attira ogni forma di dissenso. Anche perché capita spesso che i cortei degenerino nella violenza e negli scontri di piazza. Con enormi danni, anche economici, per tutti i romani.