Le conseguenze della crisi: in aumento le badanti italiane, in calo le straniere

Aumentano le italiane “costrette” a fare le badanti magari con una laurea in tasca. I numeri  dell’Inps parlano chiaro: fanno una fotografia della crisi economica tutt’altro che in via di soluzione e sembrano smentire la vulgata secondo la quale gli italiani si rifiuterebbero di fare lavori considerati umili lasciandoli agli extracomunitari. Nell’ultimo anno è cresciuto il numero di assistenti agli anziani e di colf di nazionalità italiana. Lavori “sicuri” non più da snobbare.

Badanti e colf italiane

«La crisi economica ha ridotto la richiesta di servizi domestici da parte delle famiglie ma non del lavoro di cura per gli anziani: nel 2014 – secondo i dati Inps – i lavoratori domestici sono diminuiti nel complesso del 5,8% ma tra questi le badanti hanno “’tenuto”’ (da 365.057 a 364.132). In particolare, è il dato più innovativo,  sono aumentate le badanti di nazionalità italiana passate da 56.000 a 63.789 (+13,9%). Anche le colf italiane sono cresciute lievemente (da 141.351 a 141.983) mentre quelle straniere sono calate di oltre 50.000 unità.

La crisi non perdona

La crisi morde e cambia anche i profili professionali. Da molte ricerche dell’Inps degli ultimi mesi è emersa la tendenza al calo delle badanti straniere: sempre più spesso donne italiane – e talvolta uomini – si dicono disponibili a un lavoro fino a pochi anni fa un po’ snobbato e che ora si rivela invece una professione appetibile e sicura. La richiesta di badanti, infatti, non cala: su altre spese si può anche tagliare, ma certamente non quando si tratta della persona da mettere a fianco di un familiare anziano o malato; e dunque chi è in difficoltà economica riduce caso mai le ore di assistenza, ma quasi mai rinuncia a un aiuto esterno.