Colpito e affondato: Israele fa naufragare il blitz della “Flotilla”

La marina israeliana domenica notte ha fermato senza incidenti e in acque internazionali una nave della Flotilla 3, la Marianne av Goteborg, diretta a Gaza con lo scopo di forzare il blocco della Striscia. Lo ha reso noto il portavoce militare spiegando che al momento la nave è scortata verso il porto di Ashdod. «Dopo aver esaurito tutti di canali diplomatici, il governo israeliano – ha detto il portavoce militare – ha dato ordine alla marina di reindirizzare il vascello in modo da prevenire la rottura del blocco navale». Alla Marianne in accordo con la legge internazionale è stato chiesto parecchie volte di cambiare rotta e a seguito al suo rifiuto la nave è stata individuata in acque internazionali «in modo da impedire la sua intenzione di rompere il blocco marittimo della Striscia. I militari – ha aggiunto ancora il portavoce – hanno constatato che l’uso della forza non era necessario e che tutto si è svolto in modo pacifico». La Marianne – ha concluso il portavoce – è attualmente scortata verso il porto di Ashdod». A bordo tra gli altri “attivisti”, ci sono – secondo le informazioni degli ultimi giorni confermate dai media israeliani – il deputato della Lista Araba Unita alla Knesset Basel Ghattas e l’ex presidente tunisino Moncef Marzouki.

Nuova provocazione contro Israele da parte degli attivisti pro-palestinesi

«Da parte della Flottilla non c’è altro che uno sfoggio di ipocrisia e di bugie che giovano solo all’organizzazione terroristica di Hamas e che peraltro ignorano tutti gli orrori della nostra regione», ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. In un comunicato emesso dopo l’intercettamento della Mariane a 120 chilometri dalla costa, Netanyahu ha lodato il comportamento della marina militare israeliana la quale – ha precisato – «ha agito in ottemperanza al diritto internazionale, cosa che è stata confermata da una commissione del Segretario generale dell’Onu». Netanyahu ha anche affermato che non c’è un blocco a Gaza e che ogni giorno Israele presta assistenza all’ingresso nella Striscia di 800 camion di merci e di aiuti umanitari. «Israele è però determinato a impedire a Hamas di trafugare via mare mezzi di combattimento, come già avvenuto un anno fa. Per questa ragione continuerà a mantenere il blocco marino». Quella attuale è la terza cosiddetta Flottilla della Libertà. Ovviamente Hamas è di diverso avviso: «Un atto di pirateria, in chiara violazione del diritto internazionale», ha commentato l’organizzazione fondamentalista. In un messaggio twitter Hamas fa appello al Segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon affinché si assuma le proprie responsabilità a protezione dei militanti costretti a raggiungere il porto israeliano di Ashdod.