Coldiretti, stoccata al made in Italy: l’olio d’oliva tunisino invade l’Italia

La Coldiretti conferma: mentre la first lady americana in giro per i padiglioni dell’Expo premia l’eccellenza nostrana – scegliendo per il suo showcooking tricolore il Grana invece che sue notorie imitazioni, la Tunisia strappa un primato all’Italia e le ruba il primo gradino del podio di una delle sue rinomate eccellenze: l’olio d’oliva.

Coldiretti, l’olio tunisino invade l’Italia

Proprio così, dopo le arance spagnole, le ciliegie cilene, le mozzarelle albanesi e il prosciutto di Parma dall’Olanda, la Coldiretti registra un nuovo sorpasso subìto in campo alimentare: quello dell’olio d’oliva tunisino che, stando alle ultime stime, vanta un significativo aumento delle importazioni del 681% nel primo trimestre del 2015, pari a quasi otto volte le quantità dello stesso periodo dello scorso anno, dominando il mercato in cui è stato fin qui protagonista il nostro brand. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti presentata ad Expo nell’ambito dell’incontro L’olio italiano e la sfida della qualità, sulla base dei dati Istat relativi agli ultimi 20 anni. Attualmente – sottolinea la Coldiretti – si sono registrati sbarchi record di olio dalla Tunisia che diventa il terzo fornitore dopo Grecia e Spagna, che riduce invece le spedizioni in Italia del 32%. Il risultato è che nel 2015  – osserva la Coldiretti – si registra il massimo storico nelle importazioni di olio di oliva straniero dopo che nello scorso anno erano già giunte dall’estero ben 666.000 tonnellate di olio di oliva e sansa, come mai era avvenuto in passato.

La produzione dei raccolti nazionali

A favorire le importazioni – commenta ancora la Coldiretti – è senza dubbio il calo produttivo di oltre il 35% registrato per i raccolti nazionali, con una produzione che è scesa nel 2014 sotto le 300.000 tonnellate, per un fatturato stimato in 2 miliardi di euro. «Un positivo passo in avanti viene dal via libera della Camera al decreto legge agricoltura che stanzia 32 milioni di euro per il piano olivicolo nazionale, con misure strutturali importanti per la filiera italiana» – ha affermato a riguardo il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare anche il fatto che «come sollecitato, il provvedimento fa rientrare l’emergenza Xylella tra gli eventi per i quali può essere dichiarato lo stato di calamità ai sensi delle norme sul fondo di solidarietà nazionale con misure di sostegno in favore degli imprenditori olivicoli colpiti».