Capotreno chiede i biglietti, due “latinos” gli staccano un braccio col machete

Sono in Questura, a Milano, a disposizione degli investigatori, i due sudamericani bloccati domenica sera dagli agenti delle Volanti e sospettati di essere colpevoli dell’aggressione di un capotreno e di un ferroviere (intervenuto per aiutarlo) su un treno proveniente dal sito di Expo, lungo il passante ferroviario Villapizzone.  All’aggressione avrebbe assistito una donna che è scappata subito dopo per lo spavento. Secondo quanto ricostruito finora dalla Polfer, il capotreno avrebbe chiesto i biglietti ai pochi passeggeri pronti a salire a bordo, compreso un gruppetto di almeno tre sudamericani che si sarebbero rifiutati di mostrare il biglietto e avrebbero estratto un machete da una borsa colpendo al braccio il controllore.

Fermati due sudamericani

Ufficialmente i due sono stati fermati per una semplice “identificazione” ma dalle prime indagine risultano  sospettati di appartenere a una gang di latinos. I due, la cui posizione è tuttora al vaglio, presentavano anche alcune macchie di sangue su alcuni indumenti, sulle quali ora verranno eseguito dei test genetici. Uno dei due era già stato indagato in passato proprio per fatti analoghi. Sono stati sentiti a lungo dalla polizia, che è anche in attesa di ricevere i filmati dell’impianto di videosorveglianza del vettore ferroviario dove è avvenuta l’aggressione al capotreno. La visione delle immagini potrebbe aiutare molto gli investigatori della Squadra Mobile, a cui sono state affidate le indagini. I due sono stati bloccati subito dopo l’aggressione che, dalle prime ricostruzioni, sarebbe avvenuta a bordo del treno (e non in banchina come comunicato all’inizio) perché il gruppo di sudamericani si è rifiutato di mostrare il biglietto al capotreno. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze di altri passeggeri che erano sul posto al momento dell’aggressione.

Le condizioni del capotreno

Sono in miglioramento le condizioni del capotreno aggredito che, dalle prime notizie  sembrava aver perso un braccio a colpi di machete. L’uomo, che ha circa 30 anni, è stato sottoposto a un’operazione chirurgica all’ospedale di Niguarda e, secondo le testimonianze di alcuni amici che per tutta la notte hanno seguito lo sviluppo della situazione sanitaria, dopo il lungo intervento subìto  potrebbe non perdere più l’arto. L’altro ferroviere di 31 anni, che era libero dal servizio ed è intervenuto in soccorso del capotreno, invece è stato colpito alla testa e ha riportato un trauma cranico.