Charleston, nuovo choc, la lobby delle armi rilancia: sì alle pistole in chiesa

L’assassino della Emmanuel African Methodist Episcopal Church, la chiesa della strage nella Carolina del Sud, dovrebbe essere condannato alla pena di morte: lo ha detto senza mezzi termini il governatore dello Stato, la repubblicana Nikki Haley alla Nbc. Sono nove i capi di accusa imputati a Dylann Roof, da omicidio aggravato a possesso di armi da fuoco. È quanto trapela dalle carte giudiziarie citate da alcuni media locali. Il killer – che dovrebbe comparire nelle prossime ore davanti al giudice – rischia di essere condannato alla pena capitale. E si aggiunge un nuovo choc a quello per la strage: la Nra, potente lobby delle armi negli Usa, ancora non commenta ufficialmente la strage di Charleston. Ma uno dei suoi leader, Charles Cotton, critica il pastore ucciso: «Otto persone sarebbero ancora vive se avesse permesso di portare le pistole in chiesa. Innocenti sono morti a causa della sua posizione su una questione politica». Anche per Richard Feldman, uno dei leader della Indipendent Firearms Owner Association, l’associazione dei proprietari di armi da fuoco, «è tempo che i proibizionisti accettino il fatto di avere una certa responsabilità nel fatto che ci sono persone innocenti a cui vengono negati gli strumenti per difendersi. E credo che questo fine settimana le armerie saranno piene di gente», ha aggiunto Feldman, ricordando come di solito a una strage e alla conseguente evocazione di una stretta sulle armi segue sempre un’impennata delle vendite di pistole e fucili.

L’assassino di Charleston progettava la strage da mesi

Intanto si apprende che la pistola usata da Dylann Roof per la strage nella chiesa l’aveva acquistata lui stesso, lo scorso aprile in un negozio di armi nella stessa Charleston, secondo quanto ha detto alla polizia. Lo riferisce la Cnn, citando due fonti vicine alle indagini. Ieri una fonte di polizia aveva affermato che il padre gli ha regalato un pistola Glock calibro 45 per il suo 21° compleanno. Al momento non è noto quale arma abbia usato per la sparatoria. Dylann Roof, a quanto pare, progettava un clamoroso attacco da almeno sei mesi. Lo riporta – secondo la Abc – un ragazzo suo compagno di stanza per circa un anno. Dunque, stando al racconto del compagno di stanza, una sorta di tragedia annunciata. «L’ho visto l’ultima volta la scorsa settimana», racconta Dalton Tyler che ha conosciuto Dylann nella sua città, Lexington, sempre nella South Carolina. «Era tutto preso da questioni come la segregazione razziale e diceva che voleva iniziare un guerra civile. Disse – prosegue Tyler – che avrebbe fatto qualcosa di clamoroso e che poi si sarebbe ammazzato». Tyler avrebbe anche confermato che la pistola di Dylann era un regalo, da parte di uno dei genitori o di un parente. «Un evento scioccante che ci ricorda come abbiamo ancora molta strada e molto lavoro da fare»: così il presidente americano, Barack Obama, è tornato sulla strage di Charleston durante un incontro a Los Angeles. Subito dopo la strage, Obama aveva detto che «tutto questo accade solo negli Stati Uniti, e in nessun altro Paese avanzato».