Centrodestra unito, si lavora all’intesa e al programma comune di coalizione

L’obiettivo è chiaro ormai da tempo e Silvio Berlusconi non ne fa più mistero: il centrodestra unito è l’occasione da non perdere. Perché, per tornare competitivi, 0ccorre rimettere insieme i pezzi della coalizione e le sue anime. La strategia sta prendendo piede.

Centrodestra unito, il cantiere è aperto

«La premiership non se la danno i leader, la premiership la dà il popolo sovrano, per cui chi avrà più filo da tessere avrà la premiership, come l’ha avuta Berlusconi, come non l’ha avuta Renzi, la premiership la dà il popolo», ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. «Quello che è certo è che uniti si vince, il centrodestra unito supera il centrosinistra più o meno unito. Questa è la certezza, quindi se il centrodestra vuole vincere le prossime elezioni politiche con qualsiasi legge elettorale deve stare unito. Per stare unito deve avere un programma che piaccia alla gente, deve avere il consenso degli elettori e deve avere un leader che sarà anch’esso definito dagli elettori. Bisogna costruire un cantiere per produrre idee che stiano dalla parte della gente: sulla sicurezza, sull’immigrazione, sulla crescita economica».

Non si può lasciare il popolo senza una guida

“Credo che qualunque elettore di destra o di centrodestra che abbia ascoltato il discorso di Salvini a Pontida, magari in streaming come ho fatto io, avrà avuto la mia stessa sensazione: tutt’altro che un pericoloso estremista», ha invece commentato Francesco Storace. «Se l’alternativa alla sinistra ritrova questo idem sentire sarà più facile ribaltare un governo dannoso per la Nazione. Si parlino i leader di uno schieramento che può togliere di mezzo Renzi e la sua banda» Poi, sulla sua pagina facebook ha aggiunto: «Non ci sono moderati o estremisti, ma una serie di personalità che il popolo può scegliere liberamente. Salvini compreso, che pare voler rompere vecchi schemi. Il ritornello sull’estremismo non ha più senso, il richiamo insistito a un’Italia normale fa emergere un vero e proprio manifesto di una rivoluzione conservatrice. Non so se sarà Salvini il leader di tutti, ma nessuno dei soggetti in campo pensi di poter lasciare ancora un popolo senza guida: ne abbiamo tutti bisogno»”.