E adesso il centrodestra unito può tornare a vincere e a governare l’Italia

I ballottaggi nelle città chiamate al voto dicono chiaramente due cose: 1) la sbornia degli italiani per Matteo Renzi sta già passando; 2) quando il centrodestra è unito e si presenta con un candidato che incarna il cambiamento vince. È passato appena un anno dalla trionfante vittoria alle europee dell’attuale premier, con il Pd che superò il 40%. Renzi era convinto di asfaltare tuti in poco tempo: l’opposizione interna, gli alleati della maggioranza di governo e le opposizioni. Era talmente convinto da aver imposto una legge elettorale in cui vince al primo turno chi supera il 40%, altrimenti si va al ballottaggio.

La luna di miele di Renzi è finita

Dopo un anno la luna di miele è finita. L’opposizione interna gli ha presentato il conto in Liguria, schierando un proprio candidato di disturbo e facendo vincere l’iperberlusconiano Giovanni Toti. Il principale alleato di governo, il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, si è alleato con il centrodestra in tutte e sette le regioni chimate al voto. E, infine, l’opposizione gli ha dato una lezione conquistando alcune importanti città finora feudi della sinistra, a partire da Venezia ed Arezzo. Quest’ultima, peraltro è anche la città del ministro di maggior peso, l’iperenziana Maria Elena Boschi, autrice della legge elettorale e delle altre riforme contestate a destra e a manca.

Ridare una casa comune al centrodestra

I numeri del voto dimostrano che il centrodestra è sempre maggioranza tra gli italiani e che per tornare a vincere deve solo riorganizzarsi. Adesso non serve più l’analisi sul passato e i giudizi sui singoli errori, ma soltanto un democratico processo di riaggregazione per mettere assieme chi per dissidi personali o politici è diventato autonomo. Ci sono molti affluenti che devono confluire in un unico fiume. Forza Italia ha resistito, la Lega e Fratelli d’Italia sono cresciuti Raffaele Fitto ha fatto il suo esordio in Puglia con un buon risultato e Alfano ha scelto di schierarsi col centrodestra nei posti dove poi si è vinto. Quanto accaduto deve servire per partire subito con l’elaborazione del programma comune del centrodestra, senza il quale non si va da nessuna parte e, soprattutto, non si riunifica la coalizione. Soltanto dopo verrà il tempo delle quote, dei pesi e dei contrappesi, della scelta dei candidati e dell’individuazione del nome da indicare agli italiani come premier. Basta un po’ di buona volontà per tornare a vincere, per essere ancora maggioranza, per conquistare ancora il governo dell’Italia. La lezione positiva che viene dal voto impone a tutti di accantonare gli egoismi e di ridare una casa comune agli italiani non di sinistra.