Partite comprate, in manette il presidente del Catania e due dirigenti

Comprarono partite per evitare la retrocessione. Un nuovo scandalo nel calcio, stavolta con epicentro in Sicilia, a Catania. Ci sono anche il presidente, Antonino Pulvirenti, il suo vice Pablo Cosentino (nella foto) e l’ex direttore sportivo del Catania Daniele Delli Carri, tra gli arrestati dalla Polizia di Stato nell’inchiesta su presunte gare comprate. La Digos della questura gli ha notificato un provvedimento agli arresti domiciliari per truffa e frode sportiva. Gli altri quattro destinatari di arresti domiciliari, emessi dal Gip di Catania, su richiesta dalla Dda della locale Procura, sono due procuratori sportivi e altrettanti gestori di scommesse on line. I provvedimenti sono stati eseguiti da polizia di Stato e Digos in collaborazione con la polizia postale. Nell’inchiesta non sarebbero indagati appartenenti a altre società sportive.  Sarebbero cinque le gare del Catania al centro dell’inchiesta su presunte partite “comprate” dalla società etnea per evitare la retrocessione della squadra dalla Serie B. Al momento non sono indagati né giocatori né dirigenti di altri club, ma la Procura di Catania starebbe vagliando la posizione di alcuni di loro alla luce di intercettazioni telefoniche eseguite dalla polizia di Stato e confluite nel fascicolo. Gli unici indagati del Catania sono i tre agli arresti domiciliari: Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri.