Braccio di ferro tra Grecia e creditori. Niente accordo ma Juncker è ottimista

Qualche schiarita sul destino della Grecia. Forse, anche se per il ministro degli Esteri tedesco, Wolfgang Schauble, Atene sta peggiorando la situazione con «passi all’indietro».  Ore e ore di lavoro diplomatico tra Alexis Tsipras e i vertici europei per evitare lo spettro del default, con i creditori internazionali che premono e il tempo che stringe. Il nuovo round di trattative, dopo la notte inconcludente, tra il premier greco, Jean-Claude Juncker, Christine Lagarde e Mario Draghi, è terminato con un cauto ottimismo in attesa che torni a riunirsi nelle prossime ore il vertice europeo che dovrà vagliare il dossier greco.

Il dossier di Atene

«La proposta greca, aggiornata con nuovi dettagli,  infatti è stata accettata dalle istituzioni come base di lavoro che ora sarà discussa in Eurogruppo». È quanto si apprende da fonti europee al termine dell’incontro tra Tsipras, Juncker, Lagarde, Draghi. Ma nel corso delle ore si rincorrono le notizie più svariate e contraddittorie. Tra Grecia e creditori, invece, non ci sarebbe ancora un accordo, riferiscono sempre fonti europee, per ora c’è un insieme di documenti che finirà sul tavolo dell’Eurogruppo. L’obiettivo minimale è quello di raggiungere tra i creditori (Bce e Fmi) e il governo Tsipras uno staff level agreement, un accordo di massima senza il quale i ministri non potranno valutare alcun pezzo di carta.  Insomma il braccio di ferro continua: difficile che la Grecia rinunciaalla richiesta di riforme strutturali per riprendere fiato e che l’Ue rinunci alla richiesta di sostanziali tagli alla spesa pubblica a partire dalle pensioni.

Grecia, l’ottimismo di Juncker

«Siamo quasi fuori tempo massimo, ma le persone ragionevoli troveranno una soluzione»,  ha annunciato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, «dipende, però, dalla volontà di tutti i partecipanti, maschi e femmine», ha aggiunto hlanciando una stoccata indiretta al direttore del Fmi Christine Lagarde, «Atene, però, deve capire che il presidente della Commissione Ue  e anche le altre istituzioni hanno capito che i cittadini greci hanno pagato la fattura sino a oggi e ora molte proposte che sono sul tavolo su Iva, pensioni e così via, sono ampiamente sostenute anche dal Parlamento Ue». Scarso l’ottimismo del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, per il quale la Grecia si è mossa all’indietro, «c’è sempre speranza ma non abbiamo fatto molti progressi».  Progressi ancora insufficienti anche per il numero uno dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che entrando al vertice ha riferito ai cronisti che non ci sono ancora abbastanza progressi.

Papademos: servono riforme

La Grecia, per farcela, ha bisogno di «realizzare le riforme, consolidare il bilancio e ottenere un alleggerimento del debito, che comunque non sarebbe sufficiente da solo», ha suggerito l’ex premier ellenico e vicepresidente della Bce, Lucas Papademos, aggiungendo di essere ottimista su un accordo entro fine mese e di non temere nell’immediato l’effetto contagio