Bossi scettico su Salvini: “Lui leader? Deve ancora farsi le ossa”

«Vista la legge elettorale, è indispensabile per Salvini stringere un accordo con Forza Italia. Se il Cavaliere è morto? Spero di no». Umberto Bossi, dopo una campagna elettorale passata a battere, comizio dopo comizio, i paesini del Veneto, traccia il bilancio delle elezioni regionali, come si legge su “Il Messaggero”.

Bossi spera che Berlusconi non sia finito: serve accordo con FI”

«Salvini deve ancora farsi le ossa, deve fare esperienza. Ad esempio non ha preso voti al Sud, mentre lui immaginava di andare bene. Il problema è che il Sud ha partecipato troppe volte al banchetto romano con i soldi del Nord e, pur dovendo fare i conti con una foltissima mancanza di lavoro, ancora si illude che votando alla vecchia maniera gli calerà dall’alto il vecchio assistenzialismo. Ma non si potrà andare avanti così ancora a lungo, il Nord è stufo di pagare 200 miliardi di euro di residuo fiscale ogni anno».

Difficile sfondare al Sud: “Troppo assistenzialismo”, dice Bossi

Anche lei però non riusciva a sfondare al Sud. «Già, purtroppo anch’io ho avuto lo stesso problema. Il Sud si è illuso, e continua a illudersi, che tutto andrà avanti come al solito». Salvini rivendica per sé la leadership del centrodestra, dice di essere l’anti-Renzi. Pecca di presunzione o ha ragione? «I voti gli danno un po’ ragione. Ma se proprio vuole una rogna, una grana simile, deve per forza mettersi d’accordo con gli altri. Nei prossimi mesi tutto sarà più chiaro e si capirà chi è il leader del centrodestra. Non basta prendere i voti, bisogna tenere conto della legge elettorale e di un milione di altre cose».

Bossi vuole capire se i voti presi dalla Lega saranno confermati

Berlusconi e Forza Italia frenano, non sono entusiasti di affidare la leadership a Salvini. «La verità è che senza un accordo sulle riforme da fare, su un programma, non si combina niente». Le piace l’idea di una Lega che va da sola alle elezioni? Oppure è indispensabile un’alleanza ampia per poter puntare alla vittoria? «Bisogna vedere se in Emilia Romagna, in Toscana, nelle Marche i voti presi sono stabili, se sono un ponte per rilanciare. Oppure, se è stato un semplice exploit. E’ presto per dirlo».