Bolzano, i Verdi salvano Spagnolli. L’opposizione: «Vicenda nauseante»

Nuovo colpo di scena a Bolzano. Il sindaco Pd Luigi Spagnolli, che l’altro giorno, nella prima seduta di consiglio, non era riuscito a incassare la maggioranza, ha trovato in corner i voti per andare avanti. Via libera, dunque, alla giunta grazie a un frenetico giro di incontri, che alla fine ha dato i suoi frutti: due consiglieri dei Verdi hanno deciso di appoggiarlo.

A Bolzano «il gioco delle tre carte»

«Lo si chiamava il gioco delle tre carte: così Spagnolli fa eleggere la sua giunta senza anima e programma. Per sopravvivere. Per Bolzano la vedo dura…», ha commentato su Facebook il consigliere comunale Alessandro Urzì, l’esponente del centrodestra che aveva sfidato Spagnolli al ballottaggio. Il primo cittadino, infatti, è riuscito a evitare il commissariamento e un ritorno alle urne che per lui sarebbe stato estremamente rischioso, ma resta da vedere se riuscirà a governare la città, con una maggioranza che rimane risicatissima e nella quale anche un solo consigliere è in grado di tenerlo sotto scacco. Lo stesso salvataggio in extremis della giunta, d’altra parte, è arrivato solo grazie a una eclatante marcia indietro sull’operazione Benko, un progetto urbanistico da 300 milioni di euro, già al centro di un intricato caso politico e amministrativo, segnato anche da un ricorso al Tar. «Il no di Anna Pittarelli (la consigliera Svp che aveva fatto venire meno la maggioranza, ndr) mi ha fatto capire molte cose e cambiare idea su Benko», ha detto Spagnolli in aula prima del nuovo “voto di fiducia”, avvenuto in un clima arroventato.

Le proteste in aula e il “furto” della bandiera

Al momento del voto l’opposizione è uscita dall’aula e, subito dopo, c’è stata una contestazione di CasaPound, che con Andrea Bonazza esprime un suo consigliere. «Vomito, mi fate schifo», ha scritto Bonazza sulla sua pagina Facebook, cui ha affidato un lungo sfogo su quella che considera la vittoria di un «un sistema mafioso». «Regole e leggi interpretate e adoperate a uso e consumo di quattro mentecatti pronti a vendersi al primo offerente in barba ai propri “valori” e al proprio elettorato», ha scritto ancora Bonazza, proseguendo con toni durissimi. «Poi – ha rivelato – ho rubato la bandiera del Municipio» per farle «prendere una boccata d’aria pura in mezzo ai miei concittadini, unici detentori – ha concluso – del diritto di governare Bolzano».