Berlusconi, è ancora persecuzione: chiesti 5 anni per il caso De Gregorio

Berlusconi, è ancora persecuzione giudiziaria: chiesta una condanna a 5 anni per il leader di FI  e a 4 anni e 4 mesi per Valter Lavitola. Questa la richiesta dei pm nel processo sulla”compravendita dei senatori”, processo per cui l’ex parlamentare Sergio De Gregorio ha già patteggiato la pena. Il rinvio a giudizio per  il Cavaliere e l’ex direttore de l’Avanti era arrivato il 23 ottobre 2013. In quell’udienza il giudice per l’udienza preliminare Amelia Primavera aveva ratificato il patteggiamento a 20 mesi.

Dopo oltre cinque ore, come si legge sull’edizione on line del Mattino di Napoli,  è toccato al procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli chiudere la requisitoria. «Uno è il regista, quello che mette i soldi, l’altro è il faccendiere che fa il lavoro sporco, che fa un lavoro operativo: chiedo cinque anni per Berlusconi, regista e dominus, quattro anni e quattro mesi per Lavitola».

Nella mattina di mercoledì  il pm Alessandro Milita aveva detto nella requisitoria: «Si tratta di una vicenda destinata ad entrare nei libri di storia». Berlusconi e Lavitola sono imputati per corruzione i.

Cuore del processo l’ipotizzato versamento da parte di Berlusconi di 3 milioni di euro a De Gregorio perché cambiasse schieramento e contribuisse a determinare la crisi del governo Prodi dopo le elezioni del 2006. La procura di Napoli aveva chiesto il giudizio immediato nei confronti del leader del Pdl, che era stato indagato per finanziamento illecito e corruzione, dell’ex senatore dell’Idv e dell’ex direttore dell’Avanti, ma il gip aveva respinto e si era quindi celebrata l’udienza preliminare.
Lavitola, in alcune dichiarazioni spontanee davanti al giudice, aveva sostenuto di non sapere di essere stato solo il veicolo della corruzione: «Sono stato corriere inconsapevole. Mi si accusa di avere portato mezzo milione di euro a De Gregorio in un pacchettino. Io ho dato questi soldi black (in nero, ndr), ma sono stato solo un postino, non conoscevo la ragione del pagamento».