Attore di “Pirati dei Caraibi” si arruola contro l’Isis e chiede rinforzi (video)

L’attore inglese Michael Enright, 51 anni, arruolatosi tra le file dei combattenti curdi anti Isis in Siria, ha lanciato un appello sulla Cnn, chiedendo alla Gran Bretagna più aiuti per combattere i jihadisti dello stato islamico. Di Enrgiht, marinaio in uno dei film dei Pirati dei Caraibi, si era già parlato nei giorni scorsi, quando erano state pubblicate su Facebook le prime sue foto insieme con i combattenti curdi. Ora, da Rojava, una enclave curda nel nord della Siria, l’ex attore spiega che i combattenti anti Isis hanno bisogno di un appoggio aereo per tagliare le vie di rifornimento dei jihadisti. Il ruolo di Enright, secondo la Cnn, non è del tutto chiaro. Un recrutatore di combattenti pro curdi americano sostiene che la sua vita è a rischio e che l’ex attore è già stato cacciato da quattro unità combattenti. C’è chi sospetta che in realtà Enright intenda scrivere le sceneggiatura di un film, ma lui nega, pur viaggiando con due telecamere.

Dai Pirati dei Caraibi alle milizie curde

L’attore britannico, che ha avuto qualche piccolo ruolo a Hollywood, come appunto quello di marinaio in uno dei film dei Pirati dei Caraibi, era stato segnalato in Siria ai primi di giugno dal Guardian online. Secondo il quotidiano inglese Enright aveva raggiunto l’unità di protezione dei curdi, l’Ypg, come si vede in un filmato della pagina Facebook dell’unità. Lo si vede accanto a due dei suoi nuovi compagni di lotta, con in mano una mitraglietta. L’Ypg è particolarmente attiva nella lotta contro l’Isis e lavora con l’appoggio della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Ha contribuito a liberare decine di villaggi nel nord est della Siria. Parlando alla Al-Aan tv di Dubai, Enright ha spiegato di aver voluto iniziare a lottare attivamente contro l’Isis dopo aver visto le immagini del pilota giordano bruciato vivo dai jihadista. Si è detto pronto a morire per la causa: «Non sono venuto qui a giocare – ha detto alla tv -, ho scritto a tutti i miei amici e alla famiglia, per spiegar loro che forse non mi avrebbero mai più visto».