Altra tegola sull’Ncd: chiesto l’arresto del senatore Antonio Azzollini

Non bastavano le liti interne, il crollo dei consensi, il malumore dei vertici: sull’Ncd arriva un’altra stangata perché al Senato è stata notificata la richiesta di arresto per il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini. La vicenda è quella del crac della casa di cura Divina Provvidenza, per la quale dieci persone sono già finite in manette, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e altri reati. Le indagini riguardano un crac da 500 milioni di euro circa.

Chi è il senatore Antonio Azzollini

Antonio Azzollini è avvocato dal 1984 e cassazionista dal 1999, specialista in diritto civile, fiscale, tributario, societario, commerciale. Ha all’attivo la militanza prima a sinistra, nel Pdup (Partito di Unità Proletaria), quindi nei Verdi per poi approdare al Pci-Pds. Successivamente venne candidato sindaco dal Partito Popolare Italiano e da liste civiche collegate ottenendo un risultato che lo pone all’attenzione delle forze moderate della città per la sua opera d’opposizione in consiglio comunale al sindaco Guglielmo Minervini, eletto Sindaco di Molfetta il 26 giugno del 1994. Da qui il passaggio ai centristi.

Tra le persone arrestate ci sono due suore

Tra le dieci persone arrestate ci sono anche due suore che si trovano ai domiciliari. Gli altri arrestati sono un ex direttore generale, amministratori di fatto, consulenti e dipendenti dell’Ente. Gli indagati sono in tutto 25 e tra loro compaiono professionisti, ex amministratori della Cdp e politici locali, tutti coinvolti in vari episodi di dissipazione e distrazione di risorse dell’Ente. Stando a quanto si legge negli atti ufficiali della Congregazione – ha rilevato la Procura di Trani – il servizio pastorale delle Ancelle della Divina Provvidenza, consisterebbe nel prendersi cura delle persone colpite nelle facoltà intellettive e fisiche, privilegiando le aree di particolare necessità e di abbandono «per farsi voce di chi non ha voce». Le indagini hanno chiarito invece, secondo la procura, «che negli ultimi decenni si è invero assistito a un lento e incessante processo di secolarizzazione della Congregazione divenuta facile e ghiotta preda di poteri forti e di trame politiche».