Alemanno contrattacca: “Mafia Capitale è una storia di sinistra”

«Mafia Capitale è, in larga parte, una storia di sinistra. Ormai è evidente a tutti che il lobbying delle cooperative rosse di Salvatore Buzzi inizia con Rutelli e Veltroni e cresce con Marino. Nel sociale alle cooperative di Buzzi vengono triplicati i finanziamenti dopo l’arrivo di Marino. Anche il rapporto fra Buzzi e Carminati comincia due anni dopo il mio insediamento peruna scelta incomprensibile ma autonoma di Salvatore Buzzi. Quindi, l’unica responsabilità politica che mi attribuisco è quella di non essere riuscito a far saltare un sistema di potere ereditato dal passato». Gianni Alemanno a tutto campo, intervistato da “Il Tempo” sullo scandalo di Mafia Capitale.

Mafia Capitale nasce sotto Rutelli e Veltroni, spiega Alemanno

Eppure Lei è stato coinvolto personalmente nella prima parte di Mafia Capitale, con l’iscrizione nel registro degli indagati… «Ricevere un avviso di garanzia ed essere giudicato colpevole, sono due cose completamente diverse. Anche Matteo Renzi, di fronte al caso del sottosegretario Castiglione, ha dichiarato che lui non farà mai dimettere nessuno per un avviso di garanzia. In tutte Ìe duemila pagine dell’inchiesta Mafia Capitale non c’è una sola intercettazione o prova testimoniale in cui si evidenzia un qualsiasi contatto tra me e Carminati, che infatti io non conosco neppure di vista, o una mia compromissione con gli interessi di Buzzi, che io conoscevo – come tutto il mondo politico romano e nazionale solo come esponente di punta del mondo della cooperazione sociale».

“Ricevere un avviso di garanzia ed essere giudicato colpevole”

Uomini molto vicini a Lei, sono finiti in carcere, come ad esempio LucaGramazio, colpiti da provvedimento anche Giordano Tredicine, e il suo assessore Visconti, possibile non si sia accorto di nulla? «Questa stessa domanda dovrebbe essere fatta a Walter Veltroni, a Nicola Zingaretti e a Ignazio Marino. Veltroni e Zingaretti sono stati gli sponsor politici della carriera di Luca Odevaine. Veltroni lo ha nominato vice capo di Gabinetto, facendolo diventare il suo principale uomo di fiducia in Campidoglio. Zingaretti, in tempi più recenti, lo ha nominato capo della Polizia Provinciale e rappresentante al tavolo del Ministero dell’Interno per l’accoglienza degli immigrati, dove ha gestito gli affidamenti per cui oggi è inquisito. Marino ha avuto, tra gli altri, un assessore come Ozzimo prima inquisito e poi arrestato, stesso discorso per il Presidente del Consiglio Comunale, Mirko Coratti, e indagato addirittura Walter Politano, dirigente da lui nominato a guidare il settore Integrità e Trasparenza. Io non credo affatto che Veltroni, Zingaretti o Marino siano dei mafiosi, ma pretendo che la si smetta di fare due pesi e due misure fra destra e sinistra». Poi i giornali hanno scritto che avevo ottenuto voti dall’Ndrangheta, nonostante dalle carte dell’inchiesta era evidente che questi rapporti riguardavano solo Buzzi, mentre i risultati elettorali in quei comuni sono stati per me risibili».