Addio a Patrick Macnee, mitico “Agente speciale”, icona di stile british

Con l’addio a Patrick Macnee se ne va un altro volto simbolo di una tv elegante che ha fatto epoca. Quella di The Avengers, o meglio, dell‘Agente speciale John Steed, un concentrato di mistery e poliziesco in salsa rigorosamente british. A lui prestava volto e inimitabile aplombe Patrick Macnee appunto, star della mitica serie degli anni Sessanta accanto a Diana Rigg nel ruolo di Emma Peel.

Addio a Patrick Macnee

L’attore inglese naturalizzato americano – viveva ormai da oltre 40 anni negli States – è morto in California, nella sua casa di Rancho Mirage, all’età di 93 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal figlio Rupert che ha assistito il padre fino all’ultimo. Un personaggio, quello di John Steed portato sullo schermo da Patrick Macnee, che si è fuso dal primo fotogramma all’ultima apparizione con il volto e lo stile del suo interprete, entrato di diritto nell’immaginario collettivo per quel suo charme tipicamente made in England: era lui l’agente segreto quintessenza della britannicità che, come solo Roger Moore – non a caso apparve insieme allo 007 biondo sul grande schermo in 007 in A view to a kill e nel film d’azione L’oca selvaggia colpisce ancora – riusciva a lottare con i nemici e a sedurre la bella protagonista femminile di turno, sempre con un sorriso ironico e appena accennato sulle labbra. Una figura sobria, quella di Macnee che, corredata da immancabile bombetta e ombrello per tutte le stagioni, bucava il teleschermo senza particolare enfasi istrionica, al servizio di una tv non ancora smaliziata dal cinema degli effetti speciali.

La sua carriera

Macnee all’apice della sua carriera era uno dei volti più famosi e amati della tv inglese, amato per la sua proverbiale caratterizzazione dell’Agente speciale, a cui ha dato vita dal 1961 al 1969 interpetando il protagonista della serie, quintessenza dell’imperturbabilità, sempre inappuntabile, fasciato da un rigoroso abito di classico stile sartoriale. Una personalità mediatica, quella di John Steed che il suo interprete riprese e rilanciò anche un decennio dopo gli esordi, nella serie Gli infallibili tre, altro titolo di grande appeal televisivo che andò in onda nella stagione 1976-1977 e che contribuì, insieme ad alcune significative performance cinematografiche, all’affermazione della maschera di Patrick Macnee – intramontabile icona di una tv popolare ma colta, pop quanto rigorsamente tradizionale – che non per niente sarebbe stata utilizzata anche in videoclip musicali, come nel 1986 dalla cantante Chrissie Hynde per il brano Don’t Get Me Wrong dei Pretenders, e nel 1996 dagli Oasis per la canzone Don’t Look Back in Anger.