Abusi sessuali su undici bambini: pediatra condannato a (soli) 14 anni

Un altro caso di abusi sessuali su bambini. È stato condannato a 14 anni di carcere un pediatra che lavorava a Milano e che avrebbe abusato di undici bambini, tutti minori di 14 anni e uno anche di appena due anni, tra il 2003 e il 2014. Lo ha deciso il gup Giuseppe Gennari nel processo con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta coordinata dal pm Cristian Barilli. Iscritto all’albo dei medici ma anche sedicente psicologo, era stato arrestato l’anno scorso per un caso e poi dalle indagini erano emerse altre violenze che il pediatra spesso filmava.

Il pediatra, le violenze e i materiali pedopornografici

A fine maggio del 2014 il pediatra, M.L., 55 anni e che lavorava in una clinica a Milano, era stato fermato per violenza sessuale su un bambino di 12 anni, produzione e detenzione di materiale pedopornografico e stalking per aver tempestato di sms la sua giovane vittima (l’inchiesta era partita proprio da una denuncia dei genitori per atti persecutori). Nei mesi successivi, però, le indagini, condotte dal commissariato Lorenteggio e dalla Squadra mobile di Milano, sono proseguite con rogatorie anche in Svizzera, dove l’uomo, difeso dal legale Fabio Liotta, aveva una casa, e con le analisi di una serie di filmati sequestrati nei quali si vedevano bimbi costretti a subire atti sessuali e “sevizie”. Proprio dalle immagini gli inquirenti sono risaliti all’identità delle altre vittime e al pediatra. Lo specialista, che benché avesse alle spalle un richiamo disciplinare e una condanna definitiva per detenzione di materiale pedopornografico, continuava ad esercitare, è stato condannato ora a 14 anni e a 70mila euro di multa. Il gup ha confermato, in sostanza, l’impianto accusatorio (il pm aveva chiesto quindici anni), facendo cadere soltanto l’aggravante della crudeltà. L’uomo, tuttora detenuto, avrebbe costretto nell’arco di oltre dieci anni bambini “in età preadolescenziale”, con problemi comportamentali, a subire abusi sessuali nell’ambito, come si legge negli atti, di «rituali asseritamente “esclusivi”».

Il pediatra dava ai bambini nomignoli per indurli a mantenere il segreto

Con i piccoli il medico «instaurava rapporti confidenziali anche mediante attribuzione di nomignoli quali “cioccolatino magico”, “folletto”, “cherubino”», poi “denigrava” i loro genitori e induceva i bimbi a compiere atti sessuali chiedendo loro di “mantenere il loro segreto”. E diceva loro anche che alcuni bambini «che avevano interrotto prematuramente le sue “terapie” si erano poi suicidati. Dagli atti si evince che il pediatra avrebbe anche abusato di un «bambino non compiutamente identificato dell’età di circa uno-due anni», come risulta da un video sequestrato. I familiari di sei bambini si sono costituiti come parti civili e il gup ha riconosciuto provvisionali di risarcimento che vanno dai 10mila ai 250mila euro. Riconosciuto il risarcimento anche alla clinica dove l’uomo lavorava, ma la cifra dovrà essere quantificata in sede civile.