Lavoro, 7 milioni a casa. Dati drammatici al Sud e tra gli Under 35

Un mercato del lavoro sempre più drammatico, con quasi 7 milioni di persone senza lavoro – soprattutto giovani e molti dei quali «scoraggiati» e «sfiduciati» -, di cui ben oltre la metà al Sud. E solo con un laureato su due che risulta occupato entro i tré anni dal conseguimento del titolo, una percentuale lontana del 30% circa dalla media europea, peggiore soltanto di quella della Grecia. Dati certificati da Istat ed Eurostat, che fanno ammettere a Matteo Renzi che «non siamo ancora fuori dalla crisi: ne saremo fuori quando recupereremo un posto di lavoro in più rispetto a quelli persi negli ultimi cinque anni».

Istat ed Eurostat raccontano di un paese sfiduciato

Anche se il premier si mostra ottimista quando, ricordando a Genova i risultati della riforma del lavoro, rivendica che «aver portato più 261mila posti di lavoro è un risultato di sinistra, più di sinistra di quelle che sostiene la sinistra che non le ha fatte». A breve distanza, dal palco degli industriali under 40 riuniti a Santa Margherita Ligure, il leader di Confindustria Giorgio Squinzi, pur «condividendo l’ottimismo del Governo», avverte che «non può essere un singolo provvedimento come il Jobs Act a far ri partire l’economia», perché «abbiamo bisogno di far ripartire il mercato».

Per Squinzi non basta il Jobs Act

I dati sono sul lavoro sono in continuo peggioramento. Secondo l’ufficio europeo di statistica, i giovani italiani tra i 20 e i 34 anni che lavorano a tré anni dalla laurea nel 2014 sono appena il 49,6%. La media europea è molto superiore: il 78,2%. Ultima, come detto, la Grecia con il 45%. Dalle tabelle dell’Istat relative al primo trimestre di quest’anno si ricava poi che le persone senza occupazione nel nostro Paese sono 6,85 milioni. Di questi 3,3 milioni sono disoccupati tout court, mentre 3,55 milioni, pur essendo disponibili a lavorare, non cercano impiego, 1,6 milioni dei quali perché «scoraggiati».

Sud e giovani. I due mega-problemi del mondo del lavoro

Il picco è nel Mezzogiorno con 2,28 milioni di «sfiduciati», in crescita di circa 200mila unità sullo stesso periodo dell’anno precedente. A queste persone nel Sud si aggiungono 1,5 milioni di disoccupati (in calo però di circa 100mila unità su un anno prima). Il dato ancor più drammatico è che oltre 3 milioni su 7 di coloro che sono senza lavoro pur essendo disponibili a lavorare sono under 35.