65 anni fa tremò il mondo: MacArthur voleva lanciare l’atomica su Pechino

Il 27 giugno 1950 ci fu la prima battaglia della guerra di Corea (1950-1953), che fu il primo conflitto dopo la Seconda Guerra Mondiale nonché una specie di prova generale armata della Guerra Fredda tra Urss e Cina da una parte e Stati Uniti ed Europa occidentale dall’altra. Ma la guerra di Corea aveva le sue radici proprio nel conflitto mondiale: nell’estate del 1945 l’Unione Sovietica occupò alcune zone asiatiche conquistate in precedenza dai giapponesi, tra le quali la penisola coreana, la quale fu invasa fino al celebre 38° parallelo dalle truppe di Mosca. Su questa linea gli americani avevano occupato la restante parte provenendo dal sud. Al momento della resa di Tokyo, la Corea era di fatto divisa in due. La situazione di stallo proseguì per tutto il 1945 e il 1946: nel 1947 l’Onu fissò le date per le elezioni politiche generali, ma il Nord rifiutò l’ingresso ai funzionari delle Nazioni Unite. Nel 1948 si era di fronte all’autoproclamazione di due governi separati: uno al nord, filo comunista, e uno al sud, filo occidentale, e nessuno dei due ovviamente riconosceva l’altro. Tra il 1948 e il 1949 sia i sovietici sia gli americani ritirarono le truppe di occupazioni. C’era dunque un nord con capitale Pyongyang retto al presidente Kim il Sung, oggi conosciuto come “Il Grande Leader” e “Il Presidente Eterno”, e un sud con capitale Seul retto da Syngman Rhee. L’obiettivo era quello di riunificare prima o poi il Paese, ma questo non si è a tutt’oggi verificato, malgrado una guerra sanguinosa che causò centinaia di migliaia di vittime. Ciò che fece precisare gli eventi fu la vittoria di Mao Tse Tung e del comunismo in Cina nell’ottobre del 1949, cosa che convinse il Nord Corea a organizzare la riunificazione della penisola tramite un’invasione militare del sud appoggiata dalla Cina popolare. Nel dicembre 1949 Pyongyang aveva ammassato a ridosso del confine con la Corea del Sud 150.000 uomini, 280 carri armati, 210 aerei da combattimento. Per mesi l’esercito nordcoreano si era esercitato in Cina in gran segreto.

Il Nord Corea invase il Sud nel giugno del 1950

Dopo schermaglie colpi di artiglieria, il Nord invase il Sud e il 27 giugno ci fu il primo vero e proprio scontro armato tra truppe americane e nordcoreane. Dopo l’invasione del Sud, il presidente americano Truman – con il voto favorevole del Consiglio di Sicurezza dell’Onu –  ordinò alle forze armate Usa di correre in aiuto di Seul, che nel frattempo era già stata occupata dalle truppe comuniste. A luglio Truman nominò comandante in capo delle operazioni in Corea il generale Douglas MacArthur, veterano della guerra del Pacifico contro il Giappone. Personaggio controverso, considerato responsabile di alcuni errori nella guerra col Giappone e anche nella successiva guerra di Corea, MacArthur comunque condusse le operazioni di grande energia. Su mandato Onu, agli Stati Uniti si affiancarono ben 18 nazioni, mentre l’Italia e altri Paesi mandarono solo personale sanitario. Pyonyang era invece sostenuta da Cina e Urss. L’inarrestabile avanzata nordcoreana fu alla fine fermata da MacArthur, che lanciò una brillante controffensiva, giungendo nel cuore della Nord Corea. Pechino aveva ben ammonito l’Occidente a non invadere il territorio del Nord, e a questo scopo aveva ammassato 850mila soldati al confine, ma gli americani proseguirono. A quel punto la Cina inviò truppe combattenti della XIII Armata cinese, chiamati eufemisticamente “volontari”, che arginarono l’impeto di MacArthur. Si assisté in questa guerra a due delle più grandi ritirate della storia moderna: la prima degli americani e la seconda dei cinesi, in quest’ordine.Frattanto il generale MacArthur si era messo in urto con la Casa Bianca, proponendo di utilizzare armi nucleari e di invadere Pechino, per risolvere definitivamente il problema. Per questo motivo il presidente Truman lo rimosse per insubordinazione e lo sostituì con il generale Matthew Ridgway, veterano della Normandia. Nel frattempo l’Urss si era “sfilata” dal conflitto ed era entrata in attrito con la Cina, rifiutando di inviare truppe combattenti in Corea. Dopo di ciò il fronte si stabilizzò, pur tra attacchi e contrattacchi, a cavallo del confine, diventando una specie di guerra di posizione di trincea, estenuante e logorante. Nel luglio 1953 finalmente fu firmato l’armistizio che riconosceva il confine esistente in quel momento e stabilizza una zona demilitarizzata coreana. Da allora gli americano mantengo decine di migliaia di uomini in Sud Corea e anche arsenali nucleari. Nel corso della guerra, il figlio prediletto di Mao, Mao Anying, morì in un bombardamento e fu sepolto sul campo di battaglia. Il nord ebbe circa il triplo di perdite civili del sud, un milione e mezzo contro 500mila.