Yemen, drone Usa uccide Ansi, l’amico di Osama che rivendicò Charlie Hebdo

Il ramo yemenita-saudita di al Qaida annuncia la morte di Nasser bin Ali al-Ansi, il leader del gruppo che rivendicò in un video l’attacco contro Charlie Habdo e in precedenza il rapimento del fotoreporter americano Luca Somers, poi morto. Lo riferisce il Site. Ansi è stato ucciso da un drone Usa, probabilmente in Yemen. Ansi era un famoso capo terrorista, amico e fedelissimo di Osama bin Laden che lo fece rappresentante di al Qaeda in Afghanistan. Ansi è stato anche combattente in Bosnia con le formazioni musulmane contro l’esercito serbo. Lo Yemen è da alcune settimane completamente fuori controllo, a causa della guerra civile che è scoppiata improvvisamente in tutta la sua violenza, dopo anni di avvisaglie. Poche ore fa tuttavia l’Arabia Saudita ha annunciato un cessate il fuoco umanitario di cinque giorni nella guerra in Yemen per agevolare l’invio di aiuti alla popolazione civile. I raid aerei della coalizione guidata dai sauditi verranno quindi interrotti, ma manca sempre l’assenso dei ribelli.

Lo Yemen è completamente fuori controllo da alcune settimane

L’ambasciatore dello Yemen all’Onu da parte sua ha invece chiesto alla comunità internazionale di intervenire rapidamente con forze di terra per salvare il Paese dai ribelli Houti. In una lettera inviata al presidente del Consiglio di Sicurezza, l’ambasciatore Khaled Alyemany invita anche le organizzazioni umanitarie a documentare quelle che chiama «barbare violazioni da parte degli Houti nei confronti di un popolo inerme». L’inviato Onu incontrerà quanto prima il presidente yemenita a Riad nel tentativo di avviare colloqui di pace. E sempre in queste ore Human Rights Watch (Hrw) ha accusato i ribelli sciiti Houthi e i loro alleati in Yemen di avere commesso violenze che potrebbero essere considerate crimini di guerra nella città di Aden, nel Sud del Paese. In un comunicato Hrw cita in particolare l’uccisione di due donne a colpi d’arma da fuoco e la presa in ostaggio di dieci operatori umanitari, due dei quali sono stati rilasciati dietro il pagamento di un riscatto.Recentemente Hrw ha accusato anche l’Arabia Saudita di possibili violazioni delle leggi umanitarie internazionali nei bombardamenti che da un mese e mezzo conduce contro le postazioni dei ribelli in Yemen. In particolare l’organizzazione per i diritti umani ha detto che Riad ha fatto uso di bombe a grappolo. Secondo le Nazioni Unite i raid della coalizione araba a guida saudita e i combattimenti sul terreno hanno ucciso almeno 646 civili, compresi 131 bambini e ragazzi, mentre altri 1.364 sono rimasti feriti.