Vitalizi ai parlamentari condannati: ecco l’elenco di beneficiari ed esclusi

Vitalizi, il pomo della discordia. Gli uffici di presidenza di Senato e Camera dicono sì alla delibera che taglia il vitalizio ai parlamentari condannati. Ma per arrivare al risultato la strada è stata in salita. E parecchio anche: la maggioranza si è spaccata e anche l’opposizione è andata in ordine sparso, tra chi ha abbandonato i lavori (FI), chi ha detto platealmente no (M5S), e chi si è associato all’ok in un raggruppamento a dir poco inusuale (Sel con Lega e FdI). Comunque, tra fazioni e fronde, partiti del si e partiti del no, si è arrivati alla faticosa approvazione della delibera che ha richiesto infiniti incontri, colloqui più o meno riservati e varie riscritture del documento, e che cancella il «privilegio previdenziale» per il parlamentare che subisce una condanna definitiva a più di due anni per reati di mafia, terrorismo, contro la P.A. (eccezion fatta per l’abuso d’ufficio), e per tutti quelli che prevedono condanne non inferiori nel massimo a 6 anni, tra cui anche la frode fiscale, ma non il finanziamento illecito ai partiti. E allora, ecco i nomi di chi usufruirà ancora del vitalizio e di chi, in base alla delibera della discordia, ne sarà escluso.

Vitalizi, ecco la lista di beneficiari ed esclusi

L’elenco dei parlamentari condannati che rischiano di perdere il vitalizio in seguito alla delibera approvata giovedì dall’Ufficio di presidenza della Camera e dal Consiglio di presidenza del Senato comprende diversi “nomi illustri”: e un servizio del Corriere della sera ne cita una parte esemplificativa che va dall’ex premier Silvio Berlusconi a Cesare Previti, da Marcello Dell’Utri ad Arnaldo Forlani, una lista che oscilla da cifre che vanno da poco meno di 2000 agli 8000 euro al mese. Vediamo chi sono i beneficiari e chi gli esclusi.

Questi gli esclusi.

1) Perde il vitalizio Arnaldo Forlani, un big del Parlamento dai tempi della Prima Repubblica, condannato a due anni e quattro mesi per finanziamento illecito dei partiti nell’inchiesta Enimont. Forlani, secondo il Corriere, dovrà dire addio a 5.691 euro e 60 centesimi.

2) Stessa sorte per Cesare Previti che, ritenuto colpevole di corruzione in atti giudiziari, dovrà rinunciare a sua volta a 3.979,06 euro al mese.

3) Anche Totò Cuffaro, detenuto nel carcere di Rebibbia, condannato ad una pena di sette anni per favoreggiamento aggravato della mafia, dovrà dire addio a 5.154,79 euro.

4) Marcello Dell’Utri, invece, detenuto nel penitenziario di Parma, con l’ok alla delibera perderà 4.424,46 euro.

5) Anche Silvio Berlusconi figura nella lista di coloro che sono destinati a perdere il «privilegio previdenziale» negato in base alle norme della delibera. In caso di riabilitazione, però, la delibera approvata prevede anche che i vitalizi possano essere ridati perché la fedina penale tornerebbe ad essere pulita e verrebbe meno il «requisito negativo» che ne aveva determinato il taglio.

Questi i confermati

1) Non rischia di perdere il vitalizio Domenico Nania, ex parlamentare di An: ( con una condanna a sette mesi) in base alla delibera non gli può essere impedito di  continuare a percepire 5.938,46 euro mensili.

2) Stessa cosa per Roberto Maroni: condannato a quattro mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale (fece ostruzionismo alle forze dell’ordine che volevano entrare nella sede della Lega).

3) Anche Claudio Martelli, nonostante il coinvolgimento nell’inchiesta Enimont, continuerà ad avere diritto ai suoi 4.684,19 euro.

4) Gianni De Michelis, coinvolto nell’inchiesta sulle tangenti per le autostrade del Veneto e condannato a 4 anni in primo grado, poi ridotti con il patteggiamento a un anno e sei mesi, (oltre ai sei mesi per l’affare Enimont), potrà continuare ad usufruire di 5.174,79 euro al mese.

5) Giorgio La Malfa: anche lui salva i 5.759,87 euro mensili nonostante la condanna a sei mesi per finanziamento illecito ai partiti.

6) Pure Cirino Pomicino evita la mannia del taglio. Condannato in via definitiva a 1 anno e 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito ai partiti, in base alla delibera Pomicino continuerà comunque a prendere dallo Stato 5.573 euro.

7) Infine, Paolo Pillitteri, condannato a quattro anni e sei mesi per ricettazione e finanziamento illecito ai partiti, salva la sua rendita di 2.906,11 euro mensili.