Visti da destra – Leggi i principali articoli del 19 maggio

Pensioni, Libia e crisi del centrodestra oggi 19 maggio 2015 la fanno da padrone sui principali quotidiani. Il decreto Renzi, ribattezzato “bonus Poletti“, come se fosse un gentile regalo, ha scatenato soprattutto i giovani leader del centrodestra, al punto che “Il Sole 24 Ore” sottolinea questo curioso dato generazionale, ricordando ovviamente che stiamo parlando di “18 milioni di elettori”.

1. I vecchi votano, i giovani no: il paradosso della battaglia sulle pensioni

“In epoca post-rottamazione e con i giovani leader sulla scena, gli scontri si concentrano sul tema della previdenza solo nel senso dei diritti acquisiti e non di quelli che le giovani generazioni, forse, non acquisiranno mai”. A nessuno sembra interessare “la sostenibilità previdenziale”, in particolar modo al Movimento Cinque Stelle – attacca il Sole 24 Ore – che pure ha avuto la delega a rappresentare gran parte della gioventù italiana, ma pare più concentrata sul reddito di cittadinanza che mettere il dito nella piaga previdenziale del futuro.

2. Un milione di ricorsi e la class action di Fratelli d’Italia

Dirigenti d’azienda in prima linea: “La perequazione non è un privilegio, ma un diritto di tutti gli italiani. Daremo battaglia”. Secondo “Il Corriere della Sera”, si annuncia una valanga di ricorsi da tutta Italia e da parte di tutte le categorie contro il decreto Renzi sulle pensioni, dai consumatori ai sindacati. E ampio spazio è dato alla “class action” annunciata da Fratelli d’Italia. Per Federmanager, che ha promosso il ricorso (poi accolto) alla Consulta, quella di Renzi è una toppa che non regge.

3. Missione militare europea al largo delle coste nordafricane

Il lavoro di Federica Mogherini ha alla fine partorito un topolino. La ripartizione degli immigrati è stata rigettata da Spagna e Francia, dai popolari di Rajoy e dai socialisti di Hollande, e la missione europea di controllo del fu Mare Nostrum è stata assegnata all’Italia: toccherà all’Ammiraglio Enrico Credendini. “Il nostro obiettivo è annientare il modello di business del traffico di migranti”, spiega la Mogherini al Sole 24 Ore.

4. A Tripoli! La battaglia decisiva si gioca in Libia

“Poco o nulla”. Non le manda a dire un come al solito attento Carlo Jean dalle colonne de “Il Messaggero”. La riunione di ieri del Consiglio dei Ministeri Europei di Esteri e Difesa si è risolto in un nulla di fatto. “La Francia respinge i migranti che provengono dall’Italia” e su tutto “la limitazione e la gestione degli immigrati non sembra avere soluzione nè politica nè militare”. L’Europa è divisa – scrive Jean – e difficilmente si troverà un accordo al prossimo incontro. Al massimo “un compromesso al ribasso”. L’ennesimo. “Le immigrazioni selvagge cesseranno solo con la stabilizzazione dell’Africa”.

 5. Silvio e il suo dilemma: addio o rifondazione del centrodestra?

“Ormai io sono fuori dalla politica”: Claudia Terracina su “Il Mattino” di Napoli racconta che in realtà il distacco di Berlusconi è dai politici – anche quelli del suo partito – più che dalla politica. Certo, la “tentazione di ritirarsi c’è”, si legge, ma “il mio sogno è un movimento che sappia accogliere tutti i moderati d’Italia”, racconta Berlusconi. “Finora solo ipotesi”, spiega Gasparri, “anche perchè siamo impegnati in campagna elettorale”. L’ex premier vorrebbe fare il “padre nobile del nuovo centrodestra, “ma manca il figlio”.

6. La sinistra Pd in preda a una crisi di panico punta su Saviano

Fazioni in lotta tra di loro, pochi voti e la paura di fare un flop che rafforzerebbe Renzi. Maria Teresa Meli su “Il Corriere della Sera” racconta le manovre all’interno della sinistra Pd, con Fassina che vuole andare via, “ma sposta poco”, con la CGIL che vorrebbe puntare su gruppi autonomi in Parlamento, ma Landini è scettico: “sono tutte zavorre”. Nessuno vuole il ceto politico della sinistra Pd. E così il nome è quello di Roberto Saviano, ultimamente molto scettico contro Renzi. Scartata subito l’ipotesi Boldrini.

7. Vuoi una mamma e un papà per i figli? Rischierai la galera

Il disegno di legge Scalfarotto contro l’omofobia scatena le ire del mondo cattolico e anche un laico dichiarato come Mattia Feltri su “La Stampa” deve ammettere che la preoccupazione di Mario Adinolfi “Cara Boldrini, se passa la legge contro l’omofobia io sarei arrestato e rischierei fino 6 anni di carcere”, è fondata: la discrezionalità del giudice è totale e la legge “affida al magistrato un potere che dovrebbe essere della politica”, scrive Feltri commettando le parole di Scalfarotto.