Viareggio, Rossi “buca” l’udienza sulla strage. L’ira dei parenti delle vittime

A testimoniare sulla strage di Viareggio, che provocò 33 vittime, non è andato, al tour elettorale del giorno dopo sì. Brutta storia quella che vede protagonista Enrico Rossi, presidente uscente della Regione Toscana, ora ricandidato.

I familiari delle vittime: «Vergognati»

I familiari delle vittime lo hanno duramente contestato, raggiungendolo all’ospedale cittadino, dopo che aveva incontrato gli operatori della nautica. «Grazie Rossi per la tua assenza, vergognati», era scritto sullo striscione che hanno esposto nell’atrio dell’ospedale, dove speravano di poter incontrare il governatore, che però era entrato da una porta laterale. Il confronto quindi si è svolto nell’aula magna dell’ospedale, dove i familiari delle vittime hanno raggiunto Rossi, portandosi dietro lo striscione.

Doveva andare a Roma

Rossi si è giustificato parlando di un problema nella gestione dell’agenda e di un incontro a Roma programmato da tempo. Poi, dopo aver sottolineato l’impegno della Regione nella vicenda processuale e a sostegno delle famiglie delle vittime, ha parlato di «protesta legittima», ma ha aggiunto di non avere nulla di cui vergognarsi visto che, quando ha fatto sapere al Tribunale di non poter essere presente, la sua testimonianza è stata revocata.

La protesta? «Anche politica»

E quando i familiari delle vittime gli hanno contestato di essere vicino al premier Matteo Renzi e di proteggere l’ex ad delle Ferrovie Mauro Moretti, imputato nel processo? Rossi li ha accusati di portare avanti «una protesta anche politica». «D’altra parte non sono io quello che fa certe nomine», ha tagliato corto, chiudendo la “parentesi” strage di Viareggio e tornando ai temi elettorali: «Sono qui – ha detto – rappresentando anche la Regione per vedere di trovare una soluzione anche ai problemi dell’ospedale Versilia».