È vero il centrodestra è in crisi, ma un altro Berlusconi dove lo troviamo?

Ancora e solo Berlusconi, oppure basta con Berlusconi? Ma un altro Berlusconi dove lo troviamo? Al netto della querelle che anche in queste ore vede contrapposti spezzoni del fu Pdl, l’un contro l’altro armati e, perciò, votati a fare l’ennesimo regalo alla sinistra consentendole di governare regioni che di sinistra non sono, una risposta bisognerà pur darsela. Consapevoli che non può essere una risposta scontata. Berlusconi l’innovatore, Berlusconi il federatore, Berlusconi il collante: quanto manca una siffatta figura al centrodestra italiano? Tanto, tantissimo. Enormemente. Tant’è che Matteo Renzi s’affanna a cercare di occuparlo lui quello spazio. Manca perché uno così non s’inventa né si costruisce in laboratorio. Manca perché, volere o volare, è stato un unicum. Manca perché appunto non è duplicabile. Non può essere clonato, come una qualsiasi pecora Dolly. O c’è o non c’è. E, fin che c’è, sarà bene tenerselo caro. Con tutti i suoi limiti, con tutti i suoi difetti. Perché dopo, e già adesso siamo in quel “dopo”, sarà dura trovarne subito un altro. Sarà dura eleggere o nominare o indicare un successore. Perché non potrà accadere. Perché non è così che accade. Perché la politica non è un talent al quale ti presenti con la speranza di vincere. La politica è un impasto di passione e di simpatia, di intuito e di idee forza: impasto che se e quando trova il suo lievito madre, è capace di sfornare soluzioni condivise e durature. Di far vibrare i cuori e le menti lasciando sempre un segno preciso, definito del suo passaggio. Ecco perché Berlusconi non lo si può né sostenere né ripudiare: perché è irripetibile e inimitabile. E quindi senza possibilità di eredi. Come sempre è accaduto nella Storia degli uomini e delle loro grandi passioni. Inutile recriminare. Così com’è sciocco ragionare di se e di ma. E magari distribuire furbescamente colpe ovunque tranne che a se stessi. Un ciclo si chiude, signori. Ma genio e capacità avranno modo di riproporsi. È questa l’unica certezza.