Tutti contro De Luca: è impresentabile, non gli resta che andarsene

«Nella mia lista sono tutti presentabili». Non ha dubbi Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, commentando la lista di Rosy Bindi presidente della Commissione Antimafia, che sarà resa nota venerdì  sui cosiddetti impresentabili e intervenendo sul caso De Luca in Campania. «Anche se penso che sia giusto che la Commissione valuti questi casi e li racconti ai cittadini – osserva – i tempi sono francamente un po’ curiosi. Se la commissione avesse fatto questo lavoro in tempi migliori, forse avrebbe anche aiutato i partiti a fare le loro scelte per tempo», aggiunge la  leader di Fratelli d’Italia, a Napoli per un’ iniziativa elettorale al fianco di Stefano Caldoro, il candidato del centrodestra.

«La Bindi non è credibile se non parla con chiarezza del caso De Luca. La invitiamo ad urlare pubblicamente e subito qualcosa di chiaro», commenta Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, facendo riferimento alle proteste di Rosy Bindi «in Commissione antimafia, nel corso di un confronto riguardante i cosiddetti candidati impresentabili» sul caso De Luca. Gasparri sottolinea che «nel caso improbabilissimo di sua elezione, verrebbe immediatamente sospeso, con una lunghissima paralisi di una importante regione come la Campania». Gasparri chiede se la presidente dell’antimafia «tace perché De Luca appartiene al suo stesso partito. La lotta alla criminalità e l’impegno per la trasparenza – incalza – devono essere seri e coerenti. Non possono esitare di fronte agli interessi della propria parte politica.

Incalzano i Cinquestelle con il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, che ha incontrato i giornalisti insieme al candidato presidente alla Regione Campania, Valeria Ciarambino. «La selezione  dovevano farla i partiti, evitando di candidare gente impresentabile. Ai cittadini campani la sanzione che chiediamo è quella di non votarli». Interviene il candidato del centrodestra Stefano Caldoro: «Se è vera, la decisione della Cassazione siamo in pieno caos istituzionale». Quella di Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, «è una candidatura contro la legge». Con un candidato che, se eletto, il giorno dopo,non può fare il presidente della Regione, si crea un vuoto di potere gravissimo, ai limiti della tenuta istituzionale».  Si difende De Luca che in un nota risponde a tutti dicendo che Renzi «ha chiaramente definito la Severino un problema superabile, confermando che chi viene scelto dai cittadini, con un voto democratico, potrà tranquillamente governare». Chissà perché questa regola vale solo per la sinistra, a quanto pare.