Le toghe tornano alla carica contro il Cav, indagato il Cda di Ei Towers

L’accusa è surreale. Ma siccome c’è di mezzo Mediaset e Silvio Berlusconi si può star certi che nulla sarà lasciato al caso per metter ancora una volta nei guai il Cavaliere. Dunque, funziona così: una grande società per azioni che da anni si occupa di telecomunicazioni, Ei Towers,  proprietaria delle 1700 torri che trasmettono il segnale del gruppo Mediaset da cui è partecipata e unica realtà del settore quotata in Europa, lancia un’Opas, cioè un’offerta pubblica di acquisto e di scambio e, dunque, alla luce del sole, per acquistare le azioni Rai Way, società che, dal punto di vista operativo, fa la stessa cosa di Ei Towers ma per conto della Rai.
Un’operazione industriale dichiarata, pura e semplice. Alla luce del sole. Trasparente e senza equivoci.
L’obiettivo, apertamente esplicitato, è quello di fare sinergia e divenire, assieme, un blocco industriale importante in un settore altamente strategico e, dunque, di interesse nazionale, qual’è quello delle torri di trasmissione. Il buonsenso suggerirebbe di alzare i calici. Le due aziende italiane si rafforzerebbero entrambe anche di fronte all’insidia dei gruppi stranieri.
Ma siccome Ei Towers è di Mediaset e Mediaset è di Berlusconi il buonsenso e la logica vanno a farsi benedire. E il sospetto si fa strada, diventa una valanga originando ora nientemeno che avvisi di garanzia a pioggia con l’accusa di aggiotaggio per tutti i componenti dell’intero consiglio di amministrazione di Ei Towers: il presidente Alberto Giussani, gli ad Guido Barbieri e Valter Gottardi, Manlio Crucciatti, Piercarlo Invernizzi, Michelle Pirotta e Richard Adam Hurowitz, l’unico non confermato nel rinnovo del cda effettuato dall’assemblea dei soci del 21 aprile scorso.
In pratica i magistrati ritengono che Ei Towers, cioè il gruppo Mediaset, non abbia fatto l’offerta per acquistare parte della società concorrente in una logica di mercato e rafforzarsi entrambe. No. I magistrati ritengono, invece, che il Cda di Ei Towers abbia fatto null’altro che una sceneggiata per far rialzare i titoli. E, magari, guadagnare sullo spread dopo aver investito massicciamente nei titoli borsisti coinvolti nell’operazione.

Ei Towers costretta a piegarsi all’arroganza del Centrosinistra

Solo che si da il caso che l’operazione sarebbe potuta tranquillamente andare in porto  – ed era ben avviata, infatti – se i soliti noti, cioè proprio quelli che fanno la guerra a Silvio Berlusconi da sempre, non si fossero messi di traverso. Impedendo a Ei Towers e Mediaset di portare a termine l’operazione. Dunque se l’operazione non è andata in porto la responsabilità non è certo né di Mediaset, né di Ei Towers e del suo Cda, né di Berlusconi, costretti, tutti questi “attori” a piegare la testa di fronte alla tracotanza e alla violenza verbale di quanti hanno alzato le barricate contro il Cavaliere e contro l’operazione industriale Ei Towers-Rai Way, Pd in testa.
Di fronte alla levata di scudi del Centrosinistra, compatto nell’ostacolare le aziende del Cavaliere, Consob e Agcm hanno chiesto chiarimenti. E Rai Way si è tirata indietro. A quel punto Consob ha presentato un esposto. Ed è partita l’inchiesta della Procura di Milano contro le aziende di Silvio Berlusconi.
I magistrati hanno spedito la Finanza a perquisire gli uffici di Ei Towers nella speranza di trovare documenti che supportino la tesi della Procura.
Vediamo ora cronologicamente come si sono svolti i fatti nel corso dell’Opas.
Il 24 febbraio scorso l’azienda degli apparati di trasmissione del segnale radiotelevisivo di Mediaset lancia l’Opas a 4,5 euro per azione puntando, in un primo tempo, ad almeno il 66,7 per cento del capitale della società torri della Rai.

I khomeinisti antiberlusconiani contro i manager Ei Towers

L’operazione, lanciata a sorpresa, provoca l’ira di Dio. I soliti khomeinisti antiberlusconiani hanno iniziato a strillare alla lesa maestà costringendo Renzi a intervenire per dire che la maggioranza di Rai Way sarebbe, comunque, rimasta in mano pubblica: viale Mazzini ha in mano il 65 per cento di Rai Way mentre, appunto, l’Opas lanciata da Ei Towers puntava ad aggiudicare al gruppo Mediaset almeno il 66,7 per cento di Rai Way.
A quel punto scende in campo l’Antitrust che apre un’istruttoria giudicando la prospettata fusione pericolosa per la concorrenza. A seguire la Consob prima congela, poi boccia la proposta di acquisto e scambio.
I manager di Ei Towers, che ragionano con una prospettiva industriale e non speculativa, cercano una soluzione ma la decisione di abbassare dal 66,7 al 40 per cento la soglia per la validità dell’Opas, nel tentativo di portare a casa il progetto, fa venire meno, secondo la Consob, gli stessi presupposti e gli obiettivi della proposta.
Il dettaglio che, secondo investigatori della Finanza e Procura, dimostrerebbe l’intenzionalità dei manager di Ei Towers di frodare il mercato sarebbe nelle soglie: nelle comunicazioni al mercato del 24 febbraio scorso con cui la controllata di Mediaset annuncia il lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, Ei Towers spiega che una delle condizioni del buon esito dell’operazione è il raggiungimento di una «partecipazione pari almeno al 66,67 per cento del capitale sociale di Rai Way» dimenticandosi, tuttavia, di citare il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 settembre 2014 nel quale si affermava che la società della Rai poteva essere dismessa per una quota che consentiva comunque di mantenere il controllo pubblico per almeno il 51 per cento.

L’ipotesi della Procura su un dettaglio dimenticato nel comunicato

Quella dimenticanza di Mediaset, secondo investigatori e Procura, fu intenzionale. Il difficile sarà ora riuscire a dimostrarlo. Dopo l’annuncio dell’Opas, ricostruisce ora la Procura che ha lavorato con l’ausilio di Consob, le azioni di Ei Towers e Rai Way hanno registrato un forte rialzo.
Dal lancio dell’Opas il 24 febbraio scorso al Cda del 21 aprile che ha ufficializzato l’addio all’offerta, Ei Towers in Piazza Affari è salita di oltre 17 per cento, Rai Way più dell’8 per cento. La controllata Mediaset ha proseguito in rialzo anche successivamente, guadagnando fino a oggi un ulteriore 3 per cento. Ancora più accentuata la crescita della società del gruppo di viale Mazzini che, dal ritiro ufficiale dell’offerta d’acquisto e scambio a oggi, è aumentata di un altro 8 per cento, vicino al massimo storico toccato ieri a 4,41 euro. Il titolo tuttavia non ha mai raggiunto il prezzo di 4,5 euro cui era valorizzato dall’Opas.
Gli inquirenti ora vogliono dimostrare che la dimenticanza di quel dettaglio nel comunicato al mercato non fu casuale ma intenzionale e voluta.
Di fronte alle barricate tirate su da Consob, governo, Antitrust e tutto il Centrosinistra, dei fronte al no anche del Cda Rai il management di Ei Towers fu costretto a gettare la spugna e a metà aprile, dopo settimane di passione, decide di ritirare l’offerta.
La vicenda sembrava archiviata. L’occasione di un blocco industriale italiano capace di competere a livello mondiale, definitivamente gettata alle spalle. Ma la Procura di Milano si stava preparando al grande botto. E oggi ha gettato le carte sul tavolo: indagati gli uomini del Cavaliere in Ei Towers. Indovinate quale sarà il prossimo passo?