Libia, Tobruk minaccia l’Isis: bombarderemo le navi non autorizzate

Il governo e l’esercito libici a Tobruk hanno ribadito il monito «a non toccare la sovranità dello Stato e avvertono tutte le imbarcazioni a non entrare nelle acque territoriali libiche se non dopo un coordinamento con gli organi competenti». In caso di violazione il governo provvisorio «reagirà con bombardamenti come quelli contro il cargo turco». L’esecutivo, che controlla la parte orientale della Libia ed è riconosciuto internazionalmente, in un comunicato ha sostenuto che «ciò che è avvenuto alla nave turca è la conseguenza della sua entrata di forza nelle acque territoriali libiche». Le sue Forze armate, in un altro comunicato, hanno avvertito che “non esiteranno” a «proteggere le proprie frontiere e acque territoriali con tutta la forza di cui dispongono».

Libia, Tobruk temeva che il cargo turco portasse armi all’Isis

Il monito è stato ribadito dopo che domenica sera è stato bombardato un cargo turco. Da fonti della sicurezza libica è emerso infatti che Tobruk temeva che il cargo potesse portare armi a Derna, dove oltre all‘Isis è insediato anche un “Consiglio dei mujaheddin” (la cosiddetta Shura) che sta prendendo le distanze dagli islamisti più radicali e sanguinari. I mujaheddin restano comunque contro Tobruk rappresentando un’enclave nel suo territorio: una sorta di spina nel fianco che ostacola il confronto con Tripoli, il quale sta avvenendo sul tavolo negoziale dell’Onu ma anche a livello di guerriglia attorno alla capitale.

La testimonianza del secondo ufficiale turco

«Ci hanno avvertito con una bomba». Così al ritorno in Turchia Zafer Kalayci, il secondo ufficiale del cargo “Tuna-1“, ha raccontato ai media locali l’attacco subito al largo delle coste libiche. «Non ci hanno assolutamente avvertito. Quello che intendono per avvertimento è probabilmente il primo bombardamento» da terra, ha detto. Kalayci, ferito nel corso dell’attacco, nega quindi la versione delle autorità internazionalmente riconosciute di Tobruk, che avevano sostenuto di aver colpito la nave solo dopo che non aveva rispettato la richiesta di fermarsi. Inoltre, secondo Kalayici il successivo bombardamento dell’aviazione è seguito nonostante la “Tuna-1” si stesse già allontanando dalle coste libiche. «Mentre stavamo riunendo l’equipaggio nel retro della nave con il nostro terzo ufficiale, le bombe ci hanno colpito. Quando siamo corsi dentro al riparo, lui si è trovato in mezzo alle bombe e alle schegge. Abbiamo staccato la corrente sulla nave e ci siamo diretti in silenzio verso Creta per salvarci», ha raccontato. Scortata dalla Marina di Ankara, la “Tuna-1” è arrivata  martedì nel porto turco di Fethiye, sulla costa egea meridionale, preceduta da un mezzo della guardia costiera che ha trasportato il cadavere di Ilker Buyukdere, il marinaio ucciso nell’attacco.

La replica di Tobruk

Le Forze armate libiche di Tobruk sostengono di aver messo in guardia ampiamente il cargo turco prima di bombardarlo domenica pomeriggio perchè si stava dirigendo verso il bastione Isis di Derna. In un comunicato, i militari di Tobruk dettagliano minuto per minuto, dalle 14:08 della prima chiamata alle 15:17 del bombardamento da parte della loro aviazione. L’attacco è stato portato compiuto perchè – nonostante sette chiamate, tre contatti, “colpi di avvertimento” e “diverse messe in guardia supplementari” – la nave “senza bandiera identificativa” si dirigeva verso il porto di Derna, “bastione dei terroristi dell’organizzazione del Daesh”, l’Isis. La nota sostiene fra l’altro che il cargo aveva anche dichiarato di volersi dirigere a Derna, “chiuso da due mesi per decisione delle autorità libiche”.