Tentativo di Gay Pride a Mosca: scontri, lanci di uova e quindici arresti

Si è concluso con scontri e una quindicina di arresti il tentativo di tenere un Gay Pride nel centro di Mosca, dopo il divieto del sindaco, confermato anche dalla magistratura. La polizia ha fermato sia alcuni attivisti Lgbt sia alcuni loro aggressori, in particolare militanti ultraortodossi con il nastro arancio-nero di San Giorgio (simbolo del patriottismo russo) che hanno lanciato uova contro i manifestanti. Questi ultimi erano sostenuti anche da militanti nazionalisti in tuta mimetica e tifosi di calcio.

Nel 2013 la legge contro la propaganda gay

“Siamo stati arrestati e picchiati al 10/mo Gay Pride di Mosca”, ha denunciato su Twitter Nikolai Alexeiev, noto attivista per i diritti gay. Dal 2006 gli omosessuali non hanno mai ottenuto il diritto di manifestare a Mosca e tutte le loro iniziative sono state disperse dalla polizia. Nel 2013 la Russia ha adottato una controversa legge contro la propaganda gay tra i minori che punisce la promozione di “orientamenti sessuali non tradizionali”. Il testo prevede pesanti multe per chi è responsabile di “propaganda omosessuale”. Il divieto di manifestare per i diritti gay era stato comunicato lo scorso 22 maggio agli attivisti. “Abbiamo avvertito gli organizzatori – aveva detto il portavoce del sindaco, Alexiei Maiorov, all’agenzia Ria Novost – che la manifestazione non sarà autorizzata e dei rischi a cui vanno incontro se ignorano il divieto”.