Sos Whirlpool, salgono a 2060 gli esuberi. E il governo tace

Conto alla rovescia per il destino della Whirlpool (ex Indesit) di None in provincia di Pinerolo. Giovedì si terrà un Consiglio comunale aperto proprio davanti agli stabilimenti della fabbrica che rischia la chiusura. «Vogliamo tenere i riflettori accesi sulla grave crisi occupazionale che sta colpendo il nostro comune e l’intero Pinerolese – ha spiegato il sindaco di None, Enzo Garrone – il rischio di chiusura è alto, prova ne è il piano di chiusura del reparto ricerca e sviluppo che dà lavoro a 90 addetti».

Whirlpool a rischio chiusura

All’invito ad assistere al Consiglio hanno già aderito sindacati, sindaci del territorio e l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte.Nei giorni scorsi sarebbe emersa la possibilità di inserire nuove attività nello stabilimento Pinerolese, privilegiando quelle legate alla logistica, che potrebbero offrire un’opportunità lavorativa a 45 operai. Al momento Whirlpool ha presentato il piano di ristrutturazione degli uffici amministrativi, che, dice Gianluca Ficco della Uilm, «aggiunge ulteriori 480 esuberi facendo salire gli esuberi complessivi n Italia a 2.060 su 6.700 dipendenti, di cui 1.430 nelle fabbriche, 150 nella R&S e 480 nell’amministrazione».

Gli esuberi salgono a 2060

La multinazionale ha messo sul tavolo un piano di ristrutturazione lacrime e sangue, e questo – insiste la Uilm – ci spinge a ribadire con maggior forza la nostra richiesta: il piano industriale deve essere modificato, in modo da escludere davvero chiusure e licenziamenti, rispettando gli impegni presi in passato non solo con i lavoratori ma anche con le Istituzioni. Chiediamo il pieno appoggio del governo per far cambiare idea alla multinazionale americana».

Sos Carinaro

#Whirlpool. ORA BASTA! Grave retromarcia azienda, nessun piano su Carinaro aumento esuberi da 1.350 a 2.060. È il tweet del  segretario generale Fim, Marco Bentivogli che denuncia il continuo stop and go della holding che mette a repentaglio la vita di centinaia e centinaia di lavoratori. Lo stabilimento Whirlpool di Carinaro resta dunque al centro della trattativa tra azienda e sindacati che si sono  ritrovanti al Mise per cercare soluzioni alternative al piano industriale che prevede la chiusura del sito di Caserta e 1350 esuberi. «Carinario è uno stabilimento che ha subito pesantemente in tutti questi anni una ristrutturazione dietro l’altra. Il governo, dunque, non deve incoraggiare le parti a una mediazione, ma deve essere garante dell’accordo del 2013, che prevedeva non ammortizzatori sociali, ma attività industriali e lavoro», dice ancora Bentivogli ricordando lo sciopero generale con cui Caserta il 22 maggio scenderà in piazza per difendere la sopravvivenza della Whirlpool.  «Siamo al sud, ma i lavoratori di Carinaro vogliono lavoro vero visto che sono loro ad aver tenuto sana quella parte della provincia Campana che si trova a pochi chilometri dalla terra del clan dei Casalesi. Chi non sta con il lavoro, dice, sta con i camorristi».