Sos famiglie. Bankitalia: il 90 per cento del bonus fiscale è già stato speso

«La ripresa avviata nel nostro Paese nel primo trimestre di quest’anno dovrebbe consolidarsi in quello in corso e nei prossimi». Parola del governatore di Bankitalia Ignazio Visco nelle consuete considerazioni complessive dell’assemblea ordinaria dei partecipanti a Palazzo Koch. «È stato un anno di scelte impegnative i cui primi risultati, importanti ma fragili, vanno difesi con determinazione».

Bankitalia: tesoretto addio

Il tesoretto non c’è più. L’indagine di Bankitalia sui bilanci delle famiglie indica che «il 90% circa del bonus fiscale (i famosi 80 euro) sarebbe stato speso» e che, nei primi mesi del 2015, la quota delle famiglie che segnala di arrivare con difficoltà alla fine del mese si sarebbe lievemente attenuata. Nella Relazione si ricorda che a partire da maggio è stato erogato il bonus e diretto ai dipendenti con un reddito annuo lordo complessivo compreso tra 8.000 e 26.000 euro e che nelle stime del governo il provvedimento ha comportato un trasferimento di quasi 7 miliardi (pari allo 0,6 per cento del reddito disponibile delle famiglie). Secondo i risultati preliminari – spiega il numero uno di Bankitalia – circa 5,5 milioni di nuclei (un quarto del totale) hanno beneficiato del trasferimento; ma poiché molti di coloro che l’hanno ricevuto vivono in famiglie che percepiscono altre fonti di reddito, i nuclei appartenenti al quinto più basso della distribuzione del reddito hanno ricevuto meno del 15% dell’importo stanziato.

Cautela sulle riforme

Molto cauto, come sempre, il giudizio complessivo di Via Nazionale  sull’azione del governo. Sul Jobs Act – ha detto Visco – è prematura qualsiasi considerazione, anche se i primi dati relativi alle assunzioni nei primi mesi del 2015 rappresentano «un segnale positivo». Quanto alle imprese, il governatore di Bankitalia ha messo in luce gli ostacoli che gravano ancora sull’attività delle aziende. Dalla «complessità del quadro normativo» ai «ritardi della giustizia» fino alle «carenze nel sistema dell’istruzione e della formazione». Una situazione aggravata dai fenomeni di corruzione e dall’operare della criminalità organizzata.

L’Europa ci guarda

Bankitalia invita a fare bene a casa,per essere ascoltati in Europa, Visco ha ricordato l’avvio dell’azione di riforma e ha spinto perché venga accelerata, «anche se i benefici non sono immediati». Secondo il numero uno di Bankitalia la politica monetaria da sola non può garantire una crescita duratura ed elevata, per questo ha sollecitato  «una discussione con le autorità Ue rapida e costruttiva» sul tema della bad bank. L’attività innovativa in Italia – ha aggiunto – è meno intensa che negli altri principali paesi avanzati, soprattutto nel settore privato.

Governare la crisi greca

«Nell’interesse di tutti i i paesi dell’area dell’euro la crisi greca va governata», ha aggiunto Visco nelle conclusioni. Bankitalia non teme l’effetto contagio ma il rischio di tensioni sui mercati. «Il riacutizzarsi della crisi greca ha avuto ripercussioni finora limitate sui premi per il rischio sovrano nel resto dell’area, nondimeno le difficoltà greche nel definire e attuare le riforme alimentano tensioni gravi potenzialmente destabilizzanti».