Basta tweet di Salvini e Renzi, ridateci le vecchie tribune politiche

A vederle da qui, ora, le tribune politiche in bianco e nero sembrano dei corsi universitari di politica. Provate a cercarle su youtube, troverete spezzoni di Almirante, Moro, Berlinguer, Andreotti … che argomentavano lungamente, e con approfondita conoscenza, i temi caldi e difficili dell’Italia di quegli anni. Oggi dobbiamo accontentarci dei tweet di Salvini: 140 caratteri di niente, vuoto pneumatico e irreversibile; dei post deliranti di Grillo sul suo blog; dell’hashtag ottimista di Renzi.

La websocializzazione della politica

Era inevitabile che finisse così. La comunicazione politica asservita ai social network. Una caduta verticale, accompagnata da una sostanziale perdita di autorevolezza, della fonte del messaggio (il politico) verso il ricevente (l’elettore). I capi di partito sono passati da leader in senso stretto, che catalizzavano consensi verso le proprie proposte, a starlette da social network che cercano di arruffianarsi il consenso rincorrendo l’umore social degli elettori. E’ la “websocializzazione” della politica, che ha superato e distorto persino quella spettacolarizzazione importata in Italia, con successo, da Silvio Berlusconi. Nella seconda repubblica il modello del Cav impose leader più mediatici, capaci quantomeno di reggere un confronto televisivo. Ad un tratto tutto quello che c’era stato fino ad allora sembrò vecchio, stantio, logoro. Ricordate il confronto nel ’94 su Canale 5 tra B. e Occhetto? Sembravano fronteggiarsi una tv a colori fiammante ed una in bianco e nero con le manovelle.

Salvini, Renzi, Grillo: sui social la gara è tra chi la spara più grossa

Il personaggio politico italiano iniziava una metamorfosi verso la figura mediatica, a tratti vicina a quella dello showman. E oggi questo modello è stato trasferito sui social (con grande imperizia dei responsabili di questo processo). Dove la gara non è a chi esprime meglio il proprio programma di governo, la propria idea. Ma a chi la spara più grossa e più velocemente degli altri. Renzi appare più credibile degli altri perché, in questo momento, è al governo e può virare verso una comunicazione più istituzionale, dunque è al riparo. Leggeteli tutti d’un fiato, invece, i tweet di Salvini o di Grillo. Troverete tutto ed il suo contrario nel giro di pochissimi cinguettii. Il tutto per rincorrere l’elettore. Per mostrarsi attento, pronto, efficace. Qualcuno ci casca, perché la velocità del web tutto copre.

Dal Cav a Salvini: così cambia la comunicazione

Ma se ci si ferma un attimo e si legge con attenzione, ci rendiamo conto che dietro gli annunci, le spavalderie e gli insulti all’avversario, di programmatico, di contenutistico, di progettuale non c’è assolutamente nulla. Resta solo superficialità. E con la superficialità non si costruisce un’alternativa di governo, a nessun livello. Ma l’impressione, purtroppo, è che da questo punto di vista il peggio debba ancora venire. E’ la socialpolitik, bellezza!