Sfida campana tra Berlusconi e Renzi. Il Cav: Caldoro è un galantuomo, farà il bis

Sfida a distanza in terra campana tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi per l’ultimo round di campagna elettorale. Il Cavaliere ha incontrato la stampa all’Hotel Vesuvio (presente un splendida e abbronzatissima Francesca Pascale) nel tentativo di dare la zampata vincente al candidato del centrodestra, il governatore uscente Stefano Caldoro, che i sondaggi fotografano al secondo posto dietro il candidato del Pd, Vicenzo De Luca, condannato in primo grado e finito nel tritacarne delle polemiche per gli impresentabili in lista.

Berlusconi a Napoli

«Stefano Caldoro lo conosco da molti anni. È un galantuomo», ha detto l’ex premier dicendosi sicuro del bis («lo dico perché conosco l’intelligenza dei campani») mentre appariva un grande cartellone con la scritta “Caldoro presidente. #Indietrononsitorna”. «Si abbia coraggio, al prossimo rassemblement dell’area moderata di escludere chi ha fatto politica solo per proprio tornaconto», ha aggiunto affrontando la questione del dopo Forza Italia. Bocche cucite sul prossimo leader (senza le primarie) sul quale si sono sbizzarriti i quotidiani e un affondo al governo Renzi. «Oggi l’Italia non ha rilevanza né in Europa né sulla scena internazionale», ha detto Berlusconi ricordando la sua stagione di governo, «siamo riusciti a porre fine alla Guerra Fredda e fu un grande successo del presidente del Consiglio che scrisse il trattato tra la Nato e la Federazione Russa». Infine una stoccata a Ciriaco De Mita: «È stato coerente con una vita nella sinistra Dc», ha detto Berlusconi rispondendo a una domanda sull’Udc che ha scelto di appoggiare il centrosinistra. «Con Mani Pulite la magistratura lo ha sempre rispettato, usando il bisturi nella Dc, salvando e non toccando uomini di sinistra». Pronta la risposta dell’ex Dc: «L’età fa brutti scherzi».

Renzi contestato a Salerno

In grande spolvero Matteo Renzi si è presentato al Grand Hotel Mediterranea di Salerno dopo un tour cittadino con il candidato alla Regione e sindaco De Luca (anche una sosta al porto con l’europarlamentare dem Pina Picierno).  Ad attenderlo fuori dall’hotel una cinquantina di aderenti Cobas Scuola sulle note di Bella ciao e un gruppo di militanti del centro sociale di Salerno giunti con uno striscione con la scritta “Renzi via da Salerno”. Renzi si è esibito  in una comizio elettorale in piena regola condito dall’esultanza per le riforme incassate dal governo e una lunga digressione sulla camorra. «Se la Campania sarà amministrata nei prossimi anni come è stata amministrata Salerno il Pil del nostro Paese crescerà dallo 0,5% all’1%», ha detto Renzi impegnandosi solennemente a mandare in pensione la Terra dei fuochi («Alla fine di questa legislatura dovrà appartenere al passato»). «La camorra si combatte corpo a corpo creando occupazione sui territori», ha aggiunto con il consueto piglio da salvatore della patria. «Alla fine di questa campagna elettorale, la politica italiana non deve contare il numero delle Regioni vinte ma quanti posti di lavoro riusciremo a mettere in piedi rimettendo al centro, non contano vicende interne del partito ma la possibilità di vedere crescere i propri sogni da parte degli italiani».