Scuola: test boicottati, esami a rischio, sfottò. Le carote di Renzi fanno flop

La contestata riforma della scuola targata Pd è riuscita a unire insegnanti e studenti di qualsiasi area politica. L’intero mondo della scuola si è coalizzato contro Matteo Renzi: continue le proteste dei professori, le manifestazioni di piazza, gli scrutinii sono a rischio, la bacheca Facebook del premier è stata invasa da messaggi di contestazione. Non solo, il malumore si è riversato pure sulle prove Invalsi che gli studenti hanno in massa boicottato.

Scuola, il boicottaggio dei test Invalsi

Test lasciati in bianco oppure compilati a caso. Poche risposte giuste e tanti commenti scritti a sfottò. Dopo le prove della scorsa settimana, somministrate alle scuole primarie, martedì è stata la volta delle classi seconde della scuola superiore. Ma fuori e dentro le aule si è consumato un vero e proprio boicotaggio. Così a Palermo, per esempio, gli allevi di diversi licei hanno approfittato per andare al mare a Mondello. A Roma si sono incontrati per un flash mob notturno davanti al ministero dell’Istruzione. E così è andata un po’ dovunque in tutta Italia. Dentro le aule gli studenti si sono rifiutati di rispondere a test che hanno definito inutili e costosi. In molti hanno falsato le risposte. C’è stato infatti chi  pur entrando in aula ha risposto in maniera ironica o con sberleffi ai test e poi ha anche diffuso sui social le risposte. Scatenando l’ironia del web. Anche perché pare che alcune domande fossero davvero molto semplici. Come si legge sul web tra le domande facili c’è stata quella che ha chiesto chiede quale mese tra maggio, luglio, settembre e dicembre sia il più caldo. Poi c’è stata un’altra su un testo di Vittorio Zucconi che ha citato la favola di Cappuccetto Rosso invertendo i ruoli della nonna e del lupo. Non solo ci sono stati anche disegni ironici su Matteo Renzi. E non sono mancati i selfie Una protesta che il Pd padre della riforma non ha digerito e che per bocca del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha definito «un fatto gravissimo. Strumentalizzare questa questione significa speculare sul futuro dei ragazzi».  Ma per gli studenti è stata una giornata di ironie e risate.

Il governo cerca di prendere tempo

Il governo chiuso in una morsa tra le proteste degli insegnanti, degli studenti e dei sindacati ora fa melina. Dopo che era circolata la notizia che avrebbe fatto ricorso alla fiducia per approvare in tempi brevi la riforma tanto contestata con una mossa tattica ha annunciato che cercherà il dialogo. Il metodo, hanno affermato fonti di Plazzo Chigi, continua ad essere quello del confronto costruttivo e del dialogo come dimostrano le continue consultazioni con i sindacati e le associazioni di categoria.  Ma la strada del governo Renzi sulla riforma della scuola è tutta in salita.