Scuola, la Boschi accusa i sindacati e si becca la dura replica

«La scuola solo in mano ai sindacati funziona? Io credo di no». Maria Elena Boschi è tornata a parlare della riforma della scuola facendo infuriare i sindacati. E così a pochi giorni dall’arrivo in aula alla Camera del ddl, le posizioni si allontanano ancora di più e lo scontro governo-sindacati diventa più duro. E in tanti annunciano proteste. E dire che il ministro delle Riforme in un primo momento, parlando durante un incontro elettorale nelle Marche, ha lasciato intendere un’apertura: «La riforma non è prendere o lasciare». Ma poi ha ribadito: «Quello che non è accettabile è lasciare le cose come sono». E infine è arrivato l’attacco ai sindacati.

Scuola, scontro governo-sindacati

Parole che non sono andate giù alla Cgil che ha contrattaccato: «La dichiarazione della ministra Boschi conferma l’arroganza e il disprezzo della democrazia». Duro il segretario generale della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo: «La scuola non è dei sindacati ma nemmeno proprietà privata del governo. È del Paese e di chi quotidianamente garantisce alle nuove generazioni di avere una istruzione all’altezza dei tempi. Gli emendamenti approvati non cambiano l’impianto autoritario e incostituzionale del disegno di legge. La mobilitazione continuerà e si allargherà». La Cisl ha aggiunto: «Il problema della scuola non sono i sindacati, ma le scelte sbagliate del governo». E ad accusare frontalmente il ministro ci ha pensato anche Stefano Fassina, uno dei “ribelli” della minoranza Pd: «Il governo è incapace di comprendere  la scuola. Fa danni enormi al futuro dei giovani». Punto e accapo, dunque. E dire che il timing dice che ci siamo. Il 19 maggio il ddl arriva in aula alla Camera; entro il 15 giugno dovrebbe essere approvato al Senato.

Scuola, Gelmini: ma i sindacati non tutti sono uguali

«Non condivido il fatto di ritenere tutto il sindacato refrattario al cambiamento, non è così», ha detto Mariastella Gelmini. L’ex ministro dell’Istruzione ha parlato a margine di un convegno proprio sul sistema scolastico ricordando di essere lei stessa «sempre stata critica con una parte del sindacato, quella più estrema e più refrattaria al cambiamento però – ha aggiunto – non credo che si debba fare di tutta l’erba un fascio». Riguardo i contenuti della riforma del governo Renzi, l’ex ministro ha commentato che «non basta una stabilizzazione di precari per parlare riforma» soprattutto quando questa li divide in «precari di serie A e di serie B» e che «non c’è alcun riferimento a interventi pesanti e seri in materia di edilizia scolastica».