Scandali a corte, nuova bufera su Hollande. Processo per Sarkozy

La Francia degli scandali. Guai giudiziari vecchi e nuovi: da una parte il processo per corruzione a Nicolas Sarkozy, dall’altra la nuova bufera su François Hollande. I giudici che indagano sul tentativo di corruzione di un giudice da parte dell’ex presidente francese potranno utilizzare le intercettazioni di telefonate fra lo stesso Sarkozy (che si faceva chiamare con il falso nome di Paul Bismuth) e il suo avvocato. La decisione sblocca il processo congelato dall’autunno scorso, dopo le accuse di Sarkozy di un comportamento politicamente fazioso da parte della magistratura nei suoi confronti.

Processo per Sarkozy

L’inchiesta potrà ora riprendere, con il rischio di un rinvio a giudizio, un bel grattacapo per Sarkozy che, dopo la vittoria elettorale, è deciso a di ripresentarsi nella corsa all’Eliseo del 2017.  Sarkozy è sospettato di aver cercato di convincere, nel 2014, il magistrato Gilbert Azibert (attraverso il suo legale Thierry Herzog)  a fare pressione per orientare una decisione della Cassazione sul caso Bettencourt (corruzione ai politici da parte della miliardaria erede L’Oreal). In cambio l’ex presidente della Repubblica avrebbe promesso di intervenire affinché il magistrato potesse ottenere un posto al quale ambiva, nel principato di Monaco. Alla fine, però, né Sarkozy né il magistrato Azibert hanno ottenuto quello che desideravano, secondo le ipotesi d’accusa. «Sono sereno e determinato», ha detto Sarkozy commentando  l’ok dei giudici all’uso delle intercettazioni telefoniche.

Bufera su Hollande

«Ormai Julie lavora all’Eliseo. Secondo l’ultimo numero di Valeurs Actuelles Julie Gayet, la compagna di monsieur le president, responsabile della rottura tra Hollande e la giornalista  Valerie Trierweiler, avrebbe trasformato il palazzo presidenziale in una vera e propria «succursale di Rouge international, la sua società di produzione cinematografica». L’attrice fissa frequenti appuntamenti professionali all’interno dell’edificio del Faubourg Saint-Honoré, del resto la dimora presidenziale del fidanzato illustre dispone anche di una sala cinematografica, che – scrive la rivista francese – «le permette di seguire il montaggio dei film che produce». Per Closer, il settimanale che fece lo scoop planetario sulla sua love story segreta con Hollande, la celebre attrice si definisce ormai “fidanzata del presidente”. Recenti indiscrezioni di stampa hanno riferito che l’attrice e produttrice avesse fatto sistemare nuovi mobili all’interno del palazzo presidenziale che ormai frequenta regolarmente. Lo scandalo è solo l’ultimo di una serie: due mesi fa la Gayet venne immortalata a Rennes, nel nord della Francia, su un’auto ufficiale, accompagnata da due funzionari, tra cui una guardia del corpo di Hollande. Lo spostamento sull’auto blu, andata e ritorno, era per le riprese di un film di cui è produttrice.